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Tripoli e Gazzo nella morsa dei ladri: furti in case e uffici

SAN GIORGIO BIGARELLO – Una vera e propria scia di furti ha interessato nelle scorse notti le frazioni di Tripoli e Gazzo, nel territorio comunale di San Giorgio Bigarello. Almeno cinque le abitazioni o comunque le proprietà dove i malviventi sono riusciti ad entrare e a rubare quanto più possibile, mentre un altro paio hanno subito il tentativo, ma fortunatamente senza andare a segno. Difficile stabilire la sequenza esatta dei reati predatori, che comunque sono avvenuti in serate distinte tra loro. A Tripoli i “topi” sono entrati in azione intorno alle 23. Tre persone incappucciate, come si vede dalle telecamere di videosorveglianza, hanno preso di mira gli uffici di due attività – una professionale, l’altra imprenditoriale – che condividono la stessa locazione. Dopo aver scardinato la porta d’ingresso e aver messo tutto a soqquadro, la banda di malfattori se n’è andata con un pc, un tablet e una stampante. Restando nell’abitato di Tripoli, da una bifamiliare poco distante è sparita una mountain bike dal valore di 500 euro che si trovava nel garage accanto. La microcriminalità si è quindi spostata a Gazzo, la frazione più decentrata. I ladri hanno passato al setaccio le case e un paio di aziende agricole di via Roma, l’arteria che si prolunga fino a Bazza, facendo crescere la preoccupazione tra i residenti che ora invocano maggiori controlli. Da una casa, in particolare, sono spariti dei contanti e un portafogli, mentre da un’azienda agricola i malintenzionati sono stati messi in fuga dai proprietari e dai custodi del vicino impianto a Biogas. «Siamo esasperati dalla situazione – ci ha raccontato un residente della zona colpita dalle razzie -. Questi individui agiscono indisturbati al calare della sera, senza ormai porsi il problema se in casa vi sia qualcuno. E questo perché le nostre leggi gli fanno il solletico, scrivetelo pure!». È di ieri la notizia di un nuovo tentativo, registrato sempre lungo via Roma, ma in questo caso è stato l’abbaiare del cane di famiglia a farli desistere.

Matteo Vincenzi