MANTOVA Si sono chiuse oggi nella Basilica di Sant’Andrea, santuario del Preziosissimo Sangue, le celebrazioni dell’Anno giubilare della diocesi di Mantova. Un anno vissuto nel segno di «Fede, Speranza e Carità», concluso nel Giubileo delle famiglie, con una basilica colma, raccolta attorno all’altare, tra la luce delle candele e il vermiglio dei drappi liturgici. In chiusura di questo Giubileo, nel quale Sant’Andrea è stata chiesa giubilare per l’intera diocesi, la giornata è stata accompagnata anche dall’ostensione straordinaria dei Sacri Vasi, resa possibile fin dal mattino, permettendo a fedeli e pellegrini un tempo prolungato di venerazione e preghiera nella basilica. Il momento centrale è stato la celebrazione eucaristica delle ore 16, presieduta dal vescovo Marco Busca, che ha coinvolto due ragazzi, Gabriele e Pietro, per introdurre la catechesi. Un gesto per ricordare che «Dio rimette in pista il mondo partendo da una famiglia». Nell’omelia il vescovo ha sottolineato come «gli affetti sono una benedizione per la fede» e come «i figli non abbiano bisogno di genitori perfetti, ma di genitori affidabili». «La vostra casa è una chiesa: fate della famiglia una chiesa», ha detto, invitando a custodire la parola, lo sguardo e l’attenzione reciproca, soprattutto verso i più giovani, chiamati a maturare scelte affettive responsabili. La chiusura del Giubileo è stata anche occasione per un bilancio dell’anno di Sant’Andrea come santuario: decine di pellegrinaggi, migliaia di intenzioni di preghiera raccolte e una devozione rinnovata alla reliquia del Preziosissimo Sangue. Da questa esperienza nascono alcune scelte destinate a proseguire: «Sempre sarà possibile scendere nella cripta nel pomeriggio per la preghiera dove i Sacri Vasi resteranno visibili», ha annunciato il vescovo. Dal 7 gennaio prenderà avvio anche un servizio di ascolto, pensato come spazio di ristoro, consiglio e conforto. La celebrazione si è conclusa con la benedizione sulle famiglie e l’affidamento dei giovani, perché – ha ricordato il vescovo – «se vogliamo che il mondo cambi, torniamo a casa e cominciamo ad amare».




































