MANTOVA Il suo unico gol della scorsa stagione l’ha siglato proprio contro il Mantova. «Forse è stato un segno del destino – se la ride – . Era scritto che un giorno dovessi vestire questa maglia». E allora eccolo qui, Nicolò Buso. Il nuovo attaccante biancorosso, prelevato in prestito dal Catanzaro, si è presentato ieri alla stampa con al seguito un carico di belle speranze. Buso racconta la genesi della trattativa: «Mi ha chiamato il mio procuratore mettendomi in contatto con Rinaudo. Quella chiacchierata mi ha convinto subito. A Mantova c’è una proprietà seria, un bel centro sportivo, un allenatore che mi piace. Insomma, un ambiente dove si può lavorare bene. C’è tutto per raggiungere l’obiettivo salvezza». La classifica ad oggi non premia i biancorossi: «Stiamo parlando di un campionato difficile e incerto come pochi – ricorda il classe 2000 – . Tutto è rimediabile. Prendiamo proprio la mia ex squadra, il Catanzaro: era partito male, poi ha cominciato a vincere ed è riuscito a risalire. Bisogna fare punti e muovere la classifica, che è cortissima».
A proposito del Catanzaro. Mentre nel Lecco Buso si era messo in grande evidenza, non altrettanto è riuscito a fare in Calabria: solo un gol nello scorso campionato; uno anche in questo, con appena quattro spezzoni di partita all’attivo. «Purtroppo non ho trovato molto spazio – ammette – . Ma proprio per questo sono pieno di motivazioni e stimoli nuovi. Ho tanto spirito di rivalsa che non vedo l’ora di esprimere sul campo». Gli chiediamo quanto conti per lui il gol: «Da 1 a 10? Diciamo 8. Spero di segnarne qualcuno qui a Mantova, è uno dei miei obiettivi. Prima di tutto però viene la squadra: l’importante è portare a casa dei punti, che sia un pareggio o una vittoria». La duttilità è una delle sue prerogative: «Mi sento un “falso nueve”. Non ho le caratteristiche di una prima punta fisica. Mi piace puntare l’uomo, “legare” il gioco, farmi trovare esternamente. Cercherò di dare il meglio dovunque mi metterà il mister». Con Modesto Buso è già entrato in sintonia: «Mi piace il suo gioco, l’aggressività che chiede. Serve gente con gamba e che corra. Caratteristiche che penso di avere e che ovviamente metterò a disposizione. Sono stato accolto molto bene dai miei compagni. Ho trovato un gruppo serio, con tanta voglia di lavorare e tirarsi fuori da questa situazione».
Nicolò è pronto per la partita di sabato a Padova. Per lui speciale: «Sono trevigiano e tifo Treviso – fa notare – . Quindi lo considero un derby. Giocare fuori casa non è mai facile, però dobbiamo andar lì con la consapevolezza di portare a casa qualcosa».
Il suo idolo, dice, è sempre stato Del Piero. E in effetti l’unico gol messo a segno quest’anno, in Catanzaro-Pescara, sembra uscito dritto dritto dal repertorio dell’ex fuoriclasse della Juve. Si attendono repliche in maglia biancorossa.





































