CANNETO – L’Associazione di volontari che gestisce l’Ecomuseo delle Valli Oglio e Chiese compie 35 anni. E racconta una storia di passione, memoria e identità. La realtà territoriale narrata attraverso due testimoni d’eccezione: la più giovane e il più anziano tra i firmatari dell’atto costitutivo Canneto sull’Oglio – Trentacinque anni di amore per la propria terra, di ricerca archeologica e di salvaguardia della memoria collettiva. L’Associazione Ecologica Museo delle valli dell’Oglio e del Chiese (Aemoc) taglia il prestigioso traguardo del suo 35° anniversario, confermandosi cuore pulsante e Centro di Documentazione Regionale per il territorio. Una storia nata davanti a un notaio. E cresciuta tra i fiumi. Era il 28 febbraio 1991 quando, presso lo studio del notaio Nicolini a Mantova, sette fondatori firmarono l’atto costitutivo che avrebbe dato vita a una realtà fondamentale per la cultura locale. A guidarli, come vero mentore e ispiratore, fu il professor Fausto Scalvini, docente, artista e primo storico presidente dell’Associazione. Oggi di quel gruppo originario restano due testimoni d’eccezione che rappresentano il ponte tra passato e futuro: Paola Ghilotti, allora giovanissima studente poco più che ventenne, ed Elio Sambinelli, il decano, oggi ultracentenario. Elio Sambinelli è una figura umana e culturale di grande spessore della comunità cannetese, che vale ben la pena conoscere e ricordare, in questa significativa celebrazione. Se è divenuta fondamentale l’associazione, che testimonia il passato del territorio e delle genti vissute fra i due fiumi, è doveroso conoscere uno dei suoi fondatori. Elio Sambinelli, nasce a Canneto sull’Oglio il 12 agosto 1922 e viene arruolato nella Regia Marina nel 1942 con il ruolo di segnalatore. Imbarcato, presta servizio a bordo di navi impegnate nei trasporti di rifornimento verso il fronte africano, sulla “rotta della morte” nel Mediterraneo. Dopo l’Armistizio del 1943 sceglie di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana e per questo è deportato in Germania destinato al lavoro coatto, vivendo la dura esperienza dei lager tedeschi. Sul finire della guerra, fugge verso l’Italia, ma il suo è un ritorno difficile dovendo attraversare a piedi mezza Europa. Viene nuovamente catturato e internato nei campi jugoslavi. La sua “Odissea” si conclude solo nell’estate del 1945, quando riesce a tornare a casa. Nel dopoguerra riprende il mestiere di calzolaio, lavoro che svolge per tutta la vita divenendo un punto di riferimento per il proprio paese natio. La sua è un’anima di artista, coltiva la passione per la musica dove fa parte della banda e poi per quasi ottant’anni, contribuisce alla vita culturale della comunità. Appassionato di archeologia e legato alla sua terra, percorre spesso le sponde dei fiumi Oglio e Chiese, dove raccoglie reperti e testimonianze dell’età del bronzo e romana e da qui l’idea di “custodire” queste memorie del territorio, da donare alla comunità. Questi interessi portano Elio a essere tra i primi promotori, volontari, nonché fondatore dell’Ecomuseo Valli Oglio Chiese di Canneto sull’Oglio, insieme all’amico Fausto Scalvini, docente di discipline artistiche, scultore, pittore. Sambinelli ricorda, che la genesi del museo di Canneto risale ai primi Anni Settanta con Scalvini, promotore capace di coinvolgere gli alunni della scuola media a realizzazione di disegni dedicati agli scorci naturalistici del paesaggio lungo i fiumi Oglio e Chiese. L’esposizione dei lavori durante la fiera del paese con i reperti archeologici raccolti fortifica l’idea di allestire l’Ecomuseo.
La perseveranza di promuovere iniziative, anno dopo anno, avvicinando continuamente volontari e appassionati ha reso possibile la nascita dell’eco museo, una pietra miliare per la conoscenza del territorio e la conservazione della memoria storica dello stesso. L’Ecomuseo a Canneto ha sede in Piazza Gramsci, negli edifici scolastici frequentati da bambino dallo stesso Elio Sambinelli.
Accanto a Sambinelli è il caso di tratteggiare la figura di Paola Ghilotti, la più giovane tra i firmatari dell’Aemoc. All’epoca studentessa e unica presenza femminile nel gruppo iniziale, Paola frequentava già i circoli culturali del territorio; pur non avendo in passato conosciuto direttamente il professor Scalvini, ne accettò con entusiasmo l’invito a partecipare all’atto costitutivo dell’Associazione, contribuendo a scrivere una pagina fondamentale della storia di Canneto. Ancora oggi mantiene un legame speciale con Elio, il decano di (quasi) 104 anni: un dialogo costante tra i due estremi anagrafici del gruppo, che continuano a confrontarsi sulla vita socioculturale della zona.
Grazie al loro impegno e al sostegno di tutti i firmatari l’Ecomuseo è una pietra miliare per la conoscenza del territorio e la conservazione della memoria. E molti sono ancora i temi e i progetti da sviluppare e ampliare.









































