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Quando la luce diventa parte del paese: TECLUMEN illumina la chiesa di Casaloldo

I vertici di Teclumen. Da sinistra: Fabio Bergamini, Devis Cason e Gilberto Cason

CASALOLDO – Durante la Festa d’Inverno, Casaloldo si è ritrovata nella sua piazza per uno di quei momenti che restano nella memoria collettiva: l’accensione dell’albero di Natale, le famiglie, i bambini, il centro del paese vissuto come luogo di incontro. In quell’atmosfera, quasi naturalmente, si è accesa anche la nuova illuminazione della facciata della chiesa.
Un gesto semplice solo in apparenza, che oggi – a distanza di tempo – racconta molto più di un evento legato alle festività. Racconta un progetto pensato per durare, capace di restituire valore a un edificio simbolo del paese attraverso un uso consapevole della luce.
L’intervento è stato curato da Teclumen (www.teclumen.it), azienda di Casaloldo attiva da oltre quarant’anni nel settore dell’illuminazione professionale per architettura, fontane e piscine. Una realtà profondamente legata al territorio mantovano, che ha messo a disposizione competenze nate nel mondo dello spettacolo per affrontare una sfida diversa: illuminare senza invadere, valorizzare senza trasformare.
«L’obiettivo non era stupire, ma accompagnare lo sguardo» ha spiegato Emma Raschi durante l’intervista rilasciata in occasione dell’inaugurazione. Un concetto condiviso anche da Fabio Bergamini, titolare dell’azienda insieme a Devis e Gilberto Cason, che ha sottolineato come il progetto sia nato dal rispetto per l’edificio e per il contesto urbano, evitando qualsiasi effetto eccessivamente scenografico.
Il risultato è un’illuminazione equilibrata, che restituisce leggibilità ai volumi della facciata, mette in risalto i dettagli architettonici e dialoga con la piazza senza sovrastarla. Una luce che non chiede attenzione, ma che diventa parte dell’identità del luogo.
Fondamentale è stata la collaborazione tra Comune, Parrocchia e azienda: un dialogo che ha permesso di trasformare un intervento tecnico in un progetto condiviso, pensato per la comunità. Se a dicembre l’accensione aveva segnato un momento simbolico, oggi è possibile coglierne l’impatto reale nella quotidianità del paese.
L’esperienza di Casaloldo mostra come anche i piccoli comuni possano investire in qualità, scegliendo soluzioni che durano nel tempo e contribuiscono a rafforzare il legame tra spazi, persone e memoria. In questo senso, la luce diventa uno strumento culturale, capace di creare relazione e senso di appartenenza.
Quando è pensata con attenzione, la luce smette di essere un semplice impianto tecnico e diventa parte della cultura di un luogo. Ed è proprio in questo equilibrio tra tecnologia, sensibilità e relazione con il territorio che si riconosce il segno di un progetto riuscito.

Illuminare senza spettacolarizzare: il progetto di Teclumen per la chiesa di Casaloldo

Dietro la nuova illuminazione della facciata della chiesa di Casaloldo non c’è solo una scelta estetica, ma una precisa visione progettuale. È la visione portata avanti da Forme, la divisione di Teclumen dedicata all’illuminazione architettonica, che applica all’architettura competenze nate nel mondo dello spettacolo.
Nel teatro e negli eventi la luce viene utilizzata per guidare lo sguardo e raccontare lo spazio; in architettura il principio resta simile, ma cambia il linguaggio, che richiede maggiore misura, continuità e rispetto.
Il progetto si basa su un uso estremamente controllato del fascio luminoso, capace di colpire solo le parti realmente significative dell’edificio. Niente effetti invasivi, nessuna volontà di trasformare la chiesa in un elemento scenografico estraneo al contesto. Al contrario, l’intento – come ha spiegato Emma Raschi – è stato quello di «far emergere ciò che già c’era», valorizzando proporzioni, materiali e dettagli.
Questa precisione deriva dall’esperienza di Teclumen nel settore dello spettacolo, dove sagomatori e sistemi ottici permettono di modellare la luce con grande accuratezza. Trasferita all’architettura, questa competenza consente di rispettare anche le normative sull’inquinamento luminoso, un aspetto sempre più centrale nei progetti urbani.
Il lavoro sulla chiesa di Casaloldo si inserisce in un percorso più ampio che vede Teclumen collaborare con Goboservice, azienda specializzata in sistemi di proiezione luminosa e gobo personalizzati. Una sinergia che apre nuove possibilità espressive, non solo per edifici storici, ma anche per contesti aziendali e produttivi.
«Un esempio è la stessa facciata di Teclumen, illuminata attraverso soluzioni che raccontano l’identità dell’azienda senza ricorrere a insegne tradizionali – ha specificato Bergamini – un approccio che dimostra come la luce possa diventare comunicazione, racconto e valore, anche fuori dai grandi centri urbani».
Il progetto di Casaloldo, in questo senso, non è un episodio isolato, ma un modello: mostra come la qualità della progettazione possa fare la differenza e come le aziende del territorio possano contribuire attivamente alla valorizzazione dei luoghi in cui operano.

E’ possibile visitare il sito dell’azienda al seguente indirizzo:  https://www.teclumen.it/