L’azienda da tre anni sta adottando un nuovo approccio e ha avviato l’iter per ottenere
una nuova e specifica certificazione: “Percorso non facile, ma questa è la strada giusta”
CANNETO SULL’OGLIO – Tecnovivai è un’azienda fondata 40 anni fa a Bizzolano, frazione di Canneto sull’Oglio, dai fratelli Felice e Pieremilio Zecchina. Oggi coltiva oltre 150mila alberi in pieno campo su 100 ettari e 20mila alberi in contenitore per il mercato italiano ed europeo. Specializzata in alberi ornamentali e ad alto fusto, l’azienda combina tradizione e innovazione, avendo introdotto negli anni ’90 la coltivazione in contenitore. Dal 2022 è guidata dalla nuova generazione con Stefano e Simone Zecchina, mantenendo qualità e sostenibilità al centro della produzione. E, da circa tre anni a questa parte, Tecnovivai ha avviato un’imponente, e per ora graduale, conversione: i trattamenti sugli alberi avvengono con prodotti biologici. Una conversione che, come conferma Stefano Zecchina, sta portando importanti frutti.
Avete avviato la conversione al biologico un anno fa: perché questa scelta e
perché proprio adesso?
«L’azienda ha avviato questa conversione per ragioni di tipo etico. Mi spiego meglio: quando eravamo bambini e ragazzini, bevevamo l’acqua dei pozzi senza particolari problemi. Oggi quella stessa acqua è carica di arsenico e altri inquinanti: proprio per questo motivo, per un mio preciso spirito etico, abbiamo deciso di intraprendere una strada innovativa e rispettosa della natura che stiamo percorrendo insieme all’azienda Bignotti Green Biotechnology di Gozzolina di Castiglione delle Stiviere».
Siete, ad oggi, l’unica azienda florovivaistica in Italia ad aver intrapreso il percorso verso la certificazione BIO: cosa significa per voi e cosa rende questo passaggio così complesso nel nostro settore?
«Si tratta di un percorso non semplice, anche perché la specifica certificazione non esisteva e ci siamo mossi noi per riuscire ad ottenerla. A tale scopo ci siamo rivolti all’azienda Bioagricert di Casalecchio di Reno. Un passo alla volta, controllo dopo controllo, stiamo seguendo tutto l’iter necessario per arrivare alla certificazione: un percorso non semplice, soprattutto a livello burocratico. Intendiamo proseguire su questa strada: l’obiettivo finale è rendere tutta l’azienda BIO, ma servirà tempo e non dobbiamo fare passi avventati. Per noi è una scommessa, anche a livello economico, perché un prodotto finale BIO ha un costo maggiore rispetto ad un prodotto non BIO. Però per ora il mercato sta assorbendo bene questa maggiorazione nei costi».
Cosa cambierà per i vostri clienti quando arriverà la certificazione BIO?
«Come appena detto, il costo finale è maggiore nei prodotti BIO rispetto ai prodotti non bio. Con Green Biotechnology stiamo lavorando per ridurre il più possibile questo divario. Il cliente però alla fine avrà alberi cresciuti con metodi naturali e soprattutto molto più resistenti. Quando ci siamo resi conto della resistenza sviluppata dagli alberi BIO, all’inizio abbiamo pensato ad un puro caso. Poi ci siamo resi conto che invece il nuovo approccio consente alle essenze di crescere di più, oltre che più forti e resistenti».
Qual è stata finora la soddisfazione più grande e la sfida più dura di questo percorso?
«Una delle maggiori soddisfazioni consiste nel vedere gli alberi crescere in modo più sano, ma anche più rigoglioso rispetto a qualche anno fa. Inoltre, se mi è consentito, per noi è una sorta di piccola rivincita. Quando abbiamo avviato questo percorso, molti colleghi ci guardavano con perplessità: ora invece ci chiedono consigli su come ottenere la certificazione BIO anche per le loro aziende: significa che non abbiamo sbagliato e qualcosa sta cambiando. Infine, a livello molto concreto, una soddisfazione arriva anche dal fatturato di Tecnovivai: è raddoppiato».
Che messaggio vorreste lasciare al settore florovivaistico italiano dopo questa esperienza?
«Vorremmo dire che il passaggio al BIO è un percorso sicuramente non rapido e non semplice, che comporta anche investimenti. Ma riteniamo che sia davvero la strada giusta per il futuro nel settore e per l’ambiente».
“ORGOGLIOSI DELLA NOSTRA AZIENDA”
Nei giorni del 18, 19 e 20 febbraio scorsi, Tecnovivai ha preso parte alla fiera Myplant & Garden, a due passi da Milano, facendo incetta di riconoscimenti, a livello aziendale, nell’ambito dell’attestato “My Innovation”. Per il grande vivaio cannetese, come conferma sempre Stefano Zecchina, un’innegabile soddisfazione.
Perché avete scelto MyPlant&Garden come contesto per presentare questo percorso?
«Abbiamo deciso di partecipare perché Milano e le zone circostanti per noi sono un punto di riferimento, con numerosi clienti e appalti. Dopo tre anni di burocrazia e di iter per ottenere la certificazione BIO, abbiamo ritenuto fosse giunto il momento di presentare il nostro percorso ad un pubblico molto ampio».
Che tipo di reazioni avete raccolto in fiera: qual è stata la domanda o l’osservazione più ricorrente sul BIO?
«Inizialmente, come accaduto anche qui a Canneto e limitrofi, abbiamo percepito un po’ di perplessità da parte di altre aziende del settore. Ma in tanti hanno capito e stanno capendo l’importanza del nostro progetto, che ora sta iniziando a diffondersi anche in Italia. All’estero invece le aziende sono già più avanti su questo tema».
Cosa rappresenta per voi l’attestato “My Innovation” e cosa pensate abbia premiato (visione, metodo, impatto sul settore)?
«L’attestato “My Innovation” rappresenta una grande soddisfazione e un grande orgoglio. Abbiamo ricevuto l’attestato non per un singolo albero o un singolo progetto, ma come azienda. Il riconoscimento è arrivato per la transizione al biologico, per l’uso di vasi in plastica riciclata, per l’uso del cippato di faggio, per l’irrigazione a goccia estesa a tutto il vivaio e l’uso di pali in castagno e non in ferro o cemento, per gli interventi di inerbimento, per l’uso della macchina interfilare per girare il terreno ed eliminare le erbe infestanti senza dover ricorrere al glifosate».
Il premio e la fiera hanno già generato effetti concreti come nuovi contatti, richieste, partnership, visibilità?
«Assolutamente sì. Abbiamo già ricevuto numerose richieste di preventivi o anche solo di informazioni da molti clienti».
Se doveste riassumere in due punti le scelte più importanti già implementate per rendere la produzione compatibile con il BIO, quali citereste?
«Ritengo che le scelte e i passaggi più importanti siano la dismissione di prodotti chimici come il glifosate e simili, ma anche l’uso della macchina interfilare che riteniamo importantissima».
Quale risultato concreto, anche non numerico, vi fa dire che la direzione è quella giusta?
«Sicuramente il fatto che, grazie all’introduzione del BIO, abbiamo ridotto l’uso di prodotti chimici e gli alberi crescono più rigogliosi e resistenti, anche quando vengono inseriti in un contesto urbano».
E’ possibile visitare il sito dell’azienda al seguente indirizzo: https://www.tecnovivai.it/









































