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Passo dopo passo, l’Italia a piedi di Renato Frignani

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI Immagina un percorso di 8.000 km che attraversa tutte le regioni d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia e Sardegna, raccontando il meglio del nostro patrimonio naturale e culturale. Questo è il Sentiero Italia CAI, completato da Renato Frignani (solo 7 italiani sono riusciti in questa impresa), che sarà protagonista della serata speciale che si terrà venerdì 13 marzo alle 21:00 al Circolo La Fenice di Gazoldo degli Ippoliti.

L’evento, patrocinato dal Comune di Gazoldo degli Ippoliti e alla presenza delle più alte cariche del CAI sezione di Bozzolo, sarà un’occasione unica per celebrare il coraggio, la passione per la montagna e il valore del turismo lento, con la consegna a Renato Frignani della targa alla memoria del dottor Eugenio Beluffi, grande appassionato di alpinismo.

Renato Frignani e il filo invisibile che unisce l’Italia a piedi
Attraversare l’Italia passo dopo passo, affidandosi alla linea sottile dei sentieri di montagna e alla propria capacità di resistenza, è un’impresa che va oltre la semplice dimensione sportiva. È ciò che ha fatto Renato Frignani, camminatore emiliano originario di Correggio, protagonista di una delle traversate più affascinanti legate al Sentiero Italia, il grande itinerario escursionistico promosso dal Club Alpino Italiano che collega l’intero Paese lungo dorsali alpine e appenniniche.

Quando Frignani parte, nella primavera del 2019, non lo fa con l’idea di “battere un record”. Il suo obiettivo è più intimo e radicale: vivere l’Italia nella sua continuità geografica, attraversarla lentamente, lasciando che siano i chilometri a dettare il ritmo delle giornate. Zaino in spalla, tenda, cartine e pochi oggetti essenziali, Renato sceglie di iniziare il suo cammino dalle isole, includendo Sardegna e Sicilia come parte integrante del viaggio, prima di risalire la penisola lungo il tracciato del Sentiero Italia vero e proprio.

Il suo non è un percorso lineare né addomesticato. Il Sentiero Italia attraversa zone spesso isolate, lontane dai circuiti turistici più battuti, e richiede autonomia, capacità di orientamento e una buona dose di adattamento. Frignani affronta lunghi tratti in solitaria, giornate segnate dal silenzio dei boschi, notti all’aperto, cambi repentini di meteo. Ogni giornata è una combinazione di fatica fisica e concentrazione mentale, in cui il margine di errore è minimo e la natura detta le regole.

A rendere il suo viaggio ancora più emblematico è un incontro inatteso avvenuto in Calabria, nei primi mesi di cammino. Lungo un tratto di sentiero, Renato si imbatte in un cucciolo abbandonato, denutrito e spaventato. Decide di non voltarsi dall’al tra parte: lo prende con sé, lo cura e lo porta nello zaino nei tratti più difficili. Quel cane, che chiamerà Pulce, diventa presto parte integrante del viaggio. Cresce insieme al cammino, impara a muoversi sui sentieri, a condividere tempi e spazi di una vita essenziale. Da quel momento, la traversata non è più un’avventura individuale, ma una strada percorsa in due.

Il binomio Frignani-Pulce attraversa così l’Italia per mesi, coprendo migliaia di chilometri e toccando territori profondamente diversi tra loro: l’asperità dell’Appennino meridionale, i crinali centrali, la Liguria di montagna, fino alle Alpi e al confine nord-orientale del Paese. Complessivamente, il viaggio si estende per circa 4.500 chilometri, distribuiti in quasi trecento giorni di cammino.

Se la solitudine è una presenza costante, non mancano però gli incontri. Anzi, uno degli aspetti che Frignani ha più volte sottolineato nel racconto della sua esperienza è il rapporto con le persone incontrate lungo la strada. Piccoli paesi, rifugi, case isolate: spesso sono proprio gli abitanti dei territori attraversati a offrire un pasto caldo, un riparo, un consiglio sul percorso. Un’umanità discreta ma presente, che contribuisce a restituire l’immagine di un’Italia marginale e poco visibile, ma ancora profondamente accogliente. Il Sentiero Italia, nella sua esperienza, non è stato solo una lunga linea sulla mappa, ma un dispositivo di conoscenza: uno strumento per leggere il Paese nella sua complessità geografica, sociale e umana.

Sentiero Italia: l’epopea dell’alta via più lunga d’Italia
Il Sentiero Italia non è solo un trekking: è un’idea, un’impresa collettiva e un simbolo di lentezza, scoperta e identità nazionale incastonata nella natura. Con i suoi quasi 8.000 chilometri di sviluppo —dalla Sardegna alla Sicilia, dalle Alpi Giulie fino alle vette dell’Aspromonte — attraversa tutte e 20 le regioni italiane, toccando parchi nazionali, borghi dimenticati, cime, crinali e valli profonde. Nato negli anni ’80 dall’intuizione di un gruppo di giornalisti escursionisti e appassionati di montagna — tra cui Riccardo Carnovalini, Teresio Valsesia, Gianfranco Bracci e Furio Chiaretta —il progetto fu concepito con l’ambizione di creare un unico grande sentiero che collegasse l’Italia «come un grande abbraccio». La definizione “Sentiero Italia” venne attribuita dallo stesso Sergio Frau, giornalista del quotidiano La Repubblica, in un articolo che presentava il progetto al grande pubblico.

La prima grande impresa collettiva fu il Camminaitalia 95, una marcia di otto mesi che vide migliaia di escursionisti italiani e stranieri coprire gran parte del percorso. Fu un evento spettacolare, descritto anche dalla televisione internazionale come uno dei trekking più lunghi fatti fino ad allora. Dopo anni di oblio e progressivo degrado dei tracciati, il Club Alpino Italiano (CAI) ha avviato un imponente progetto di recupero: segnaletica bianca e rossa, ripristino dei sentieri, definizione di varianti e razionalizzazione delle tappe affinché il percorso potesse essere fruito nuovamente nella sua interezza.

Il Sentiero Italia CAI non è ancora una meta battuta da massa di escursionisti come i trail statunitensi, ma è una sfida reale per chi ama camminare per mesi attraversando climi, tradizioni e paesaggi. Lo si può affrontare:
• a tappe, integrandolo con altri cammini locali;
• in sezioni tematiche (Alpi, Appennini, isole);
• in un unico grande viaggio, come fatto da Va’ Sentiero.
È questa possibilità di connettere natura, cultura e comunità che rende il Sentiero Italia non solo il più lungo percorso escursionistico d’Italia, ma anche una potenziale infrastruttura culturale capace di contrastare spopolamento, rilanciare economie locali e offrire una narrazione nuova del nostro Paese. Chi ha percorso il Sentiero Italia nella sua completezza? Pur essendo un progetto storico e affascinante, il Sentiero Italia non ha una registrazione ufficiale pubblica dei thru-hiker (escursionisti che completano un lungo sentiero dall’inizio alla fine), come avviene per il Pacific Crest Trail negli USA o il Cammino di Santiago in Spagna. Tuttavia, alcune imprese sono diventate icone moderne dell’escursionismo italiano. Elenchiamo alcuni degli escursionisti che l’hanno completato: Elia Origoni, Lorenzo Franco Santin, Renato Frignani, Sara Bonfanti, Weronika Lukaszewska e Sawomir Sanocki.

Marco Morelli
Direttore MCG Magazine