Home Eventi Vivaldi e i suoni dalla natura per il successo di Viviane Hagner

Vivaldi e i suoni dalla natura per il successo di Viviane Hagner

MANTOVA Tra le composizioni classiche che riescono a coniugare il valore culturale dell’opera d’arte con la capacità di conquistare il favore globale del pubblico, un posto di assoluto rilievo spetta a “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi (1678-1741). Musica popolarissima, ha il grande pregio di ricreare e interpretare i suoni cangianti degli elementi naturali nel susseguirsi delle diverse stagioni dell’anno con un incalzare di suggestioni timbriche e dinamiche che evocano immagini e atmosfere cariche di coinvolgente forza espressiva. Ne hanno offerto una pregevolissima rappresentazione la violinista Viviane Hanger e l’Orchestra da Camera di Mantova, mercoledì sera al Teatro Sociale, per un evento speciale coprodotto da Oficina Ocm e Fondazione Palazzo Te, due realtà culturali che dal 2023 sviluppano collaborazioni attive nel segno delle arti. Dalle Metamorfosi dello scorso anno si passa alla Natura – come ha precisato il direttore di Fondazione Palazzo Te Stefano Baia Curioni introducendo il concerto con il musicologo Alfredo Bruno – primo passo per le celebrazioni del cinquecentenario della villa giuliesca. Serata illuminata dalla eccellente performance di Viviane Hagner, qui nel ruolo solistico e di concertatore, assecondata da un’Ocm all’altezza del compito e della sua luminosa tradizione, perfettamente aderente al clima espressivo imposto dalla partitura, per un esito complessivo di grande spessore artistico. Meritatissima l’entusiastica approvazione del pubblico, particolarmente sentita per Viviane Hagner, violinista di squisito senso musicale e solidissimo bagaglio tecnico, puntuale animatrice del dialogo con l’orchestra. In apertura di questo appuntamento inserito nella stagione concertistica Tempo d’Orchestra, l’Orchestra da Camera di Mantova si era esibita in una avvincente interpretazione de “La musica notturna delle strade di Madrid”, composizione di Luigi Boccherini (1743-1805) che descrive, con raffinato gusto di ispirazione tipicamente spagnola, l’ani mazione serale nelle vie della città, dal momento dell’Ave Maria fino alla marziale ritirata della ronda militare. L’Ocm ne ha dato una originale, vivace rappresentazione scenica integrando l’accurata azione degli archi con una mirata dinamica percussiva. È stato un appropriato prologo alla straordinaria efficacia descrittiva dei quattro concerti che fanno parte dell’opera VIII di Vivaldi, “Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzio ne”, ognuno intitolato ad una stagione, che si pongono al vertice della innovativa modalità vivaldiana di concertazione degli archi e del violino solo: novità stilistiche che influenzarono tanti grandi compositori, compreso l’eccelso Bach. Precisione meticolosa nei dettagli e solidissimo amalgama orchestrale si sono combinati con la fluida proprietà esecutiva di Viviane Hagner, impeccabile nei tratti di virtuosismo, sensibilissima nell’approccio ai temi lirici, trascinante nei toni vibranti, come nel Presto evocante il temporale estivo, opportunamente ripetuto come entusiasmante bis. A porre il definitivo suggello di eccellenza alla serata, la splendida interpretazione della Hagner del sublime Adagio dalla Sonata n. 1 per violino, BWV 1001 di J. S. Bach. Grande successo, dunque, per questo concerto che ha voluto rappresentare anche un omaggio al rapporto tra Vivaldi e Mantova, ricordando la sua permanenza e attività svolta nella nostra città tra il 1718 e il 1720. Guido Mario Pavesi