MANTIVA – Il mercato del falso in Italia continua a registrare numeri allarmanti, con un giro d’affari che sfiora i 7 miliardi di euro e provoca una perdita secca di oltre 4 miliardi per il solo settore del commercio legale.
A tracciare il bilancio di questo fenomeno è la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), che ha intensificato le proprie azioni a tutela del Made in Italy, delle aziende regolari e della salute dei consumatori. Il mercato della contraffazione è ormai ampiamente diffuso e colpisce in modo trasversale numerosi comparti produttivi: dall’abbigliamento alle calzature, fino all’elettronica, alla meccanica, all’alimentare, alla cosmesi e alla farmaceutica.
I danni economici e sociali della contraffazione
- Perdite fiscali: Il business illegale sottrae ogni anno miliardi di euro di entrate all’erario dello Stato.
- Crisi occupazionale: La diffusione di prodotti falsi danneggia la competitività delle imprese sane, “bruciando” posti di lavoro regolari.
- Rischi per la salute: La mancanza di controlli sui materiali e sulle filiere produttive espone i consumatori finali a gravi rischi sanitari.
Le azioni messe in campo dalla CNA
- Lo sportello dedicato: Franco Bruno, responsabile dello sportello anti-abusivismo della CNA, coordina le attività di supporto alle imprese colpite dalla concorrenza sleale.
- Indagine interna: L’associazione ha promosso una specifica indagine conoscitiva tra le aziende associate per mappare l’impatto reale della contraffazione sui territori.
- Presenza istituzionale: La CNA partecipa attivamente alle attività del CNALCIS (Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding), l’organismo interministeriale del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) istituito per promuovere la proprietà industriale e bloccare i falsi.





























