Palazzi non vincerebbe al 1° turno Prove di ballottaggio da Fi e M5S

MANTOVA Quei numeri proprio non combinano. Lo sostiene Nicola Sodano, ex sindaco e oggi vice coordinatore di Forza Italia, che apre una “vertenza” sulle rilevazioni dell’Istituto Piepoli che accreditano al Pd una vittoria plebiscitaria in città, laddove dovessimo votare domattina. Sulla base di quell’indagine demoscopica, il sindaco Mattia Palazzi porterebbe a casa, col solo Pd, quasi un 30% dei consensi, mentre il centrodestra compatto si aggirerebbe attorno al 25%.
Niente di tutto ciò, s’inalbera l’azzurro. Il sondaggio reso noto da Telemantova va interpretato. «Facciamo finta che sia un test affidabile – spiega Sodano –, visto che è parte di un sondaggio complessivo che affidava consensi da vecchi stati dell’est al sindaco (78% personale, e più dell’80% nei quartieri, e per finire il 99% di plauso a Cittadella). Ma il consenso dei partiti a Mantova si ferma al 67% dei voti espressi; per arrivare al 100% occorre aumentare del 50% tutti i voti del sondaggio».
Per Sodano, in sostanza, Il Pd, col 28+14, arriverebbe al 42%, «e sarebbe il voto di Pd più Lista gialla. Un consenso che, rispetto al consolidato, farebbe passare il Pd in città dal 52 al 42%, cioè perderebbe il 10%. La Lega, col 16+8, arriverebbe al 24%: un risultato storico per lei, anche se ben lungi dal 30% nazionale o al 40% in Lombardia. I 5 Stelle col 10+5, si fermerebbero al 15%, bene al di sotto dei dati nazionali, confermando che Mantova non fa per loro».
Poi, prosegue l’ex sindaco, c’è la “sorpresa Fi”, che col 9+4,5 percentuali varrebbe oggi un 13,5%, «addirittura al di sopra dell’attuale consenso nazionale». Infine Fd’I all’1%, «che confermerebbe la sua estraneità a Mantova sin dal 2005». La sintesi: «II consenso del centrodestra – conclude Sodano – lo si vede sommando 26+13, ossia 39%. Morale anche nel 2020 si va verso il ballottaggio fra centrosinistra e centrodestra. E se il centrodestra farà “il bravo”, per Palazzi non sarà una passeggiata come vuol farci credere».
Ma anche Andrea Fiasconaro, consigliere regionale pentastellato, muove dubbi e rilievi sul sondaggio palazziano. «Ma che confronto è quello tra politiche e amministrative, per sostenere che il M5S ne uscirebbe più che dimezzato? Nel 2015 alle amministrative abbiamo preso l’8%. Col 10% accordatoci oggi, a ben vedere, saremmo saliti addirittura di 2 punti».

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