Tax free day: Mantova migliora e sale al tredicesimo posto in Italia

MANTOVA  Il cosiddetto “tax free day” è il giorno in cui si smette di lavorare per lo Stato e quel che si guadagna finisce nelle nostre tasche anziché in quelle del Fisco. In questa classifica che a livello nazionale vede Bolzano come la città che siu libera per prima dal giogo delle tasse mentre l’ultima a farlo è Reggio Calabria insieme a Bologna e Roma che la precedono, Mantova segna, lameno per quest’anno, un lieve miglioramento. Tra le città lombarde, solo Sondrio compare tra i dieci capoluoghi virtuosi, segnando come data del suo Tax free day il 18 luglio che la piazza all’ottavo posto con una aliquota del 54.8%. Segue Mantova che è al tredicesimo posto (55.6%), quindi Varese alla posizione numero 44 (58.1%). Gli altri capoluoghi lombardi sono caratterizzati da una pressione fiscale poco sotto la media nazionale: nell’ordine Lecco (58.2%), Lodi (58.4%), Pavia (58.7%), Como, Monza e Bergamo (59%), Brescia (59.2%). L’asticella si alza al 2 agosto a Bergamo, mentre a Milano la “liberazione della tasse” è scattata il 10 agosto, 222 giorni dopo il primo dell’anno. E a Cremona addirittura il 22 agosto. La classifica, basata sulla pressione fiscale di 141 città, emerge dal rapporto 2019 “Comune che vai, fisco che trovi” della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Imprese (Cna). Di fronte a una pressione fiscale che resta alta, c’è però una nota positiva: l’aliquota fiscale totale media sui profitti delle piccole imprese quest’anno scenderà sotto il 60% (per la precisione al 59.7%) contro il 61.2 per cento del 2018. Quasi un ritorno ai livelli del 2011, quando era al 59%.