MANTOVA Un risveglio da incubo per l’intera provincia di Mantova. Nelle prime ore di questa mattina, intorno alle 7:00, una cellula temporalesca di inaudita violenza si è abbattuta sul territorio, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che va dall’Alto Mantovano alla Bassa, passando per la città e l’hinterland. Pioggia torrenziale, raffiche di vento e una grandinata storica hanno messo in ginocchio centri abitati e campagne.
Centri abitati sotto assedio: tetti scoperchiati e blackout
Il centralino dei Vigili del Fuoco è letteralmente imploso. Le segnalazioni descrivono scenari urbani apocalittici: i chicchi di grandine, che in molte zone hanno raggiunto le dimensioni di un’albicocca, hanno devastato i cappotti termici esterni dei palazzi, frantumato parabrezza e lunotti delle auto in sosta e distrutto centinaia di impianti fotovoltaici sui tetti. 

La situazione più critica si registra a San Benedetto Po, dove il vento ha abbattuto decine di alberi e pali della luce, interrompendo la viabilità: via Crema è chiusa perché diversi alberi e pali della luce sono caduti sulla strada.
Alberi e grossi rami sono finiti anche sulle linee aeree della linea ferroviaria Suzzara-Ferrara che è attualmente interrotta. Allagamenti diffusi e fognature in tilt hanno paralizzato anche i comuni di Poggio Rusco, Magnacavallo, Nuvolato di Quistello, Bagnolo San Vito e Moglia. Squadre di soccorso e della Protezione Civile sono tuttora al lavoro per liberare le strade dai tronchi e svuotare scantinati e sottopassi dall’acqua.
Alberi e grossi rami sono finiti anche sulle linee aeree della linea ferroviaria Suzzara-Ferrara che è attualmente interrotta. Allagamenti diffusi e fognature in tilt hanno paralizzato anche i comuni di Poggio Rusco, Magnacavallo, Nuvolato di Quistello, Bagnolo San Vito e Moglia. Squadre di soccorso e della Protezione Civile sono tuttora al lavoro per liberare le strade dai tronchi e svuotare scantinati e sottopassi dall’acqua.Agricoltura in ginocchio nell’Asolano e Viadanese
Se le città piangono i danni strutturali, il comparto agricolo è di fatto azzerato in ampie aree della provincia. I monitoraggi avviati d’urgenza dal Codima (Consorzio Difesa Manifestazioni Atmosferiche) delineano un bilancio drammatico, in particolare nell’Asolano e nel Viadanese. In queste zone la grandine ha assunto proporzioni eccezionali, paragonabili a palline da tennis. 

I chicchi giganti hanno perforato le serre, strappato le reti di protezione e letteralmente triturato le coltivazioni di eccellenza del territorio, come meloni, angurie e pomodori. Devastati anche i campi di mais, allettati dalla furia del vento. “Un disastro economico incalcolabile, arrivato proprio nel momento della raccolta”, commentano i primi tecnici sul posto.
La mappa dei danni
La perturbazione ha tagliato in diagonale la provincia. Oltre ai centri già citati, si registrano pesanti danni a strutture pubbliche e private a Castel Goffredo, Medole, Guidizzolo, Gazoldo degli Ippoliti, Canneto sull’Oglio, Acquanegra sul Chiese, Marcaria, Bozzolo, Rodigo, Castellucchio, Suzzara, Gonzaga e Pegognaga.
Le istituzioni locali stanno già valutando la richiesta dello stato di calamità naturale. Nelle prossime ore, con il defluire delle acque e il completamento dei sopralluoghi dei Vigili del Fuoco e delle associazioni agricole, si potrà quantificare una prima stima economica dei danni, che appare già nell’ordine di milioni di euro.



































