
VIADANA Condannato con rito abbreviato a quindici anni e otto mesi di reclusione per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Questo quanto deciso ieri dal giudice del Tribunale dei Minori di Brescia, Laura d’Urbino, nei confronti dell’allora 17enne di origini albanesi, oggi maggiorenne, finito alla sbarra per l’assassinio di Maria Campai, la 42enne rumena rinvenuta cadavere il 26 settembre 2024 nel giardino di una casa disabitata di via Monteverdi, a Viadana. La donna era infatti scomparsa una settimana prima del suo ritrovamento, quando da Parma dove abitava, era giunta a Viadana, per incontrare il giovane conosciuto tramite un sito online. Ed era stata quindi la sorella Roxana con cui la vittima viveva e che l’aveva accompagnata la sera della scomparsa nel mantovano, a dare l’allarme rivolgendosi ai carabinieri, non prima però di aver tappezzato il paese di volantini alla ricerca disperata di notizie della sorella sparita nel nulla. Le indagini avevano quindi portato al fermo del minorenne poco dopo il ritrovamento del corpo senza vita della 42enne. Secondo quanto ricostruito in fase di indagini e stando altresì alle dichiarazioni fatte al tempo dallo stesso dall’accusato, l’aggressione si era consumata nel garage dell’abitazione in cui il ragazzo viveva con i genitori, luogo da lui utilizzato come palestra per gli allenamenti di arti marziali, a seguito di una lite sorta circa la somma pattuita come compenso per una prestazione sessuale. L’autopsia aveva evidenziato una violenza ben più grave rispetto alla versione inizialmente fornita dal giovane: non solo il soffocamento con una mossa di wrestling, ma anche numerosi colpi al volto, alla testa, al collo e al torace, fino a sbattere la vittima contro il muro. In fase di discussione del processo, gli avvocati difensori Paolo Antonini e Valeria Bini avevano chiesto di far cadere l’aggravante della premeditazione, puntando a una pena più bassa. Di contro, il sostituto procuratore Carlotta Bernardini aveva invece sostenuto tutte le aggravanti, chiedendo una condanna finale pari a 20 anni, il massimo edittale previsto per un giudizio abbreviato con imputato un minorenne al momento dei fatti.








































