Mantova All’annuncio ufficiale da parte degli Stings della vendita del diritto sportivo di A2 alla Real Sebastiani Rieti, la reazione dei tifosi non si è fatta attendere. Subito venerdì sera sui social, da facebook a instagram, si sono rincorsi i vari commenti con un mix tra delusione, frustrazione e rabbia. Poi ieri sono apparsi alla GP Arena, casa delle partite interne della Staff, tre striscioni dei Sota Chi Toca-Mantova, il gruppo ufficiale di supporter dei biancorossi. Scritta numero 1: “Un anno vi è bastato per distruggere il creato!”; numero 2: “Vergogna!” e la terza era un auto-incitamento, mettiamola così: “Combattendo risorgeremo e torneremo in serie A”. In più sulla loro pagina facebook è stato postato un comunicato, con parole al veleno per la proprietà che ha ceduto il titolo. Ricordando invece con nostalgia le stagioni con Adriano Negri presidente: “Come volevasi dimostrare, di meglio non ci si poteva aspettare! Sono bastati 10 mesi di gestione societaria senza la presenza di Adriano Negri per distruggere il lavoro fatto con fatica ed impegno in 20 anni o forse più! Non staremo a dilungarci troppo, anche perché i nostri pensieri sono già stati ben espressi in questi giorni. Inoltre pensiamo che le contraddizioni continue di questa società siano davanti agli occhi di tutti. Un paio di considerazioni però vogliamo farle: è normale che una società che milita nel secondo campionato nazionale si renda conto il 20 giugno di non avere le risorse per iscriversi al campionato con scadenza 30 giugno? Mentre le altre società a gennaio/febbraio lavoravano, la nostra “dirigenza” che faceva? Ci viene detto che molti sponsor si sono tirati indietro, riducendo o togliendo del tutto il proprio contributo. Ma come mai? Ce l’avevano tutti con voi o forse a questi sponsor non avete dato la considerazione che avrebbero meritato? Avete deliberatamente deciso di svendere il titolo di A2, non provando nemmeno a chiedere aiuto a chi avrebbe potuto e voluto darlo. E a completare l’opera avete rifiutato una partecipazione alla Serie B che avrebbe quantomeno potuto salvarvi la faccia. La verità è che a voi del basket e sopratutto di Mantova non frega un emerito *. Sparite in fretta (…). Ad ogni modo, noi non molleremo e non spariremo. Nei prossimi giorni comunicheremo come intendiamo proseguire la nostra attività di gruppo organizzato. Mantova non muore, è solo ferita” Sct’14. Sui social sono apparsi non solo i post dei mantovani, bensì anche quelli dei tifosi di altre squadre, come chi ha scritto: “Era meglio rinunciare alla serie play out se l’intenzione era questa e facevate salvare noi di San Severo”. O quelli di gioia dei veronesi (appena retrocessi dall’A dopo un solo anno: che dire). Per fortuna comunque non solo rabbia, anche dispiacere sincero e commozione. Come le parole del papà di Giovanni Poggi, in biancorosso dal 2018 al 2020: “Non pensavo… Non credevo si arrivasse a tanto… A Mantova mio figlio ha conosciuto la A2 ed io ho potuto vedere le prime partite di A2. Splendide emozioni, ricordi bellissimi e una città meravigliosa. Proprio non credevo possibile quanto sta accadendo”.









































