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Gianluca Gotto, le Tre Vie del Ben-essere

MANTOVA – Scrittore, blogger, viaggiatore instancabile e appassionato e forse anche divulgatore, Gianluca Gotto il 28 agosto, alle ore 21, sarà all’Esedra di Palazzo Te con il suo show Le Tre Vie del Ben-essere, un talk itinerante dedicato alla “scienza della vita”, l’Ayurveda: l’appuntamento, che fa parte della rassegna di concerti ed eventi del Mantova Summer Festival di Mister Wolf, sarà l’occasione per conoscere meglio l’antichissimo sistema di conoscenze che insegna a prevenire e a curare i malesseri del corpo, della mente.
Gianluca, per chi non ti conosce, raccontaci la tua storia….
“Mi definisco uno scrittore e ho iniziato come blogger e avevo un sito in cui raccontavo i cambiamenti di vita, ma poi la cosa si è evoluta con il cambiare dei tempi e io stesso ho attraversato un periodo personale difficile, di depressione (in seguito a una malattia che ho contratto in Indonesia) e successivamente è arrivata la pandemia. Quindi tutti quei temi che portavo prima a un certo punto erano soltanto una faccia nella medaglia, ovvero viaggiare, cambiare vita, cambiare lavoro, tutto questo movimento verso l’esterno diventava non più sufficiente in un contesto come il mio, in cui mi trovavo ad avere un problema interno da risolvere e poi anche a livello più globale, con la pandemia, con le persone si sono ritrovate costrette in casa; quindi ho deciso di raccontare tematiche più legate all’interiorità come il buddismo, le filosofie orientali, tutti quegli strumenti che io avevo trovato in Oriente per stare meglio, e mi sembrava che anche il mondo avesse bisogno esattamente di questo, cioè degli strumenti per poter star bene indipendentemente da quello che succede al di fuori di noi. Pertanto, ho iniziato anche con i libri e quant’altro e tutta una parte della mia produzione legata così alla spiritualità”.

Le Tre Vie del Ben-essere, questo tour che ha toccato varie tappe in Italia, finalmente giovedì sarà la volta di Mantova, come si articolerà la serata?
“Sarà una serata nella quale faremo un viaggio tutti insieme, io e le persone che avranno deciso di partecipare. Un viaggio alla scoperta di questo mondo antico e affascinante, l’Ayurveda, che non ci offre degli strumenti salvifici o straordinari per diventare chissà chi, per diventare persone speciali, per diventare dei supereroi. Al contrario, ci aiuta a fare un viaggio fondamentale che noi non siamo più in grado di fare, ovvero la scoperta di chi siamo realmente. Quindi io parlo per un paio d’ore nelle quali alterno spiegazioni teoriche, riflessioni mie e poi cito degli aneddoti che possono essere anche un po’ delicati della mia vita o della vita di altre persone. Non mancheranno però anche degli aneddoti divertenti, quindi sarà una serata dove si ride, dove c’è molta spensieratezza”.
Penso sia sempre un’emozione incontrare le persone, portare questo messaggio proprio dal vivo durante lo spettacolo…

“Sì, sicuramente per me è molto importante, anche perché vivendo in Oriente è di fondamentale importanza avere un contatto con le persone che poi leggono i miei libri. Se restassi sempre in Oriente sarebbe poi difficile riuscire anche ad avere una produzione al tempo stesso così continua (perché comunque io pubblico un libro all’anno), e far sì che le persone possano in un certo senso rispecchiarsi con le parole dei miei libri: in moltissimi mi dicono “Io mi rivedo tanto nei protagonisti, nei personaggi che descrivi oppure mi rivedo in te quando scrivi dei libri autobiografici”.
Giovedì sarai finalmente a Mantova. È una città che conosci, Gianluca? Cosa ti aspetti dal pubblico mantovano?
“Io sono venuto a Mantova una sola volta nella mia vita, in gita scolastica quando avevo 14 anni e non sono più tornato, quindi sarà sicuramente un piacere ritornare. Quindi sono sicuro che sarà una serata molto piacevole in cui il primo che ricaverà qualcosa di buono, sarò io attraverso lo scambio che poi avrò con i presenti”.
Come facciamo a trovare il nostro ikigai, la ragion d’essere, quello che ci fa svegliare la mattina e stare sereni?
“Secondo me l’ikigai è un concetto molto affascinante che però va preso su due livelli, cioè un livello più specifico, ovvero quello che tu potresti fare nella tua vita a 360°: può essere la tua passione, il tuo lavoro, la tua missione, anche un mezzo di sostentamento. È proprio quel qualcosa a cui ti puoi aggrappare nella tua vita quando le cose non vanno come vorresti, quando la vita è caotica e incerta. Per me è sempre stata la scrittura, la lettura i libri in generale”.