Mantova E verrà il grande giorno: domani il consiglio comunale sancirà la definitiva alienazione degli immobili giudiziarî che entreranno a far parte del demanio dello Stato in cambio dell’area del Migliaretto. Una decisione voluta dall’amministrazione di via Roma, certa che in tal modo sarà ottemperante ai voti della cittadinanza, che da oltre mezzo secolo vorrebbe rientrare in possesso dei 275mila metri quadrati di area ex aeroportuale, non più utilizzata dagli anni ’70, e dai primi anni ’90 recintata dalla Provincia (giunta di Davide Boni) per preservarla da eventuali mire speculative. Ieri la Commissione bilancio di via Roma ha trattato la delibera che domani verrà messa ai voti. Per il Comune si tratta di una permuta vantaggiosa: in cambio del sedime del Migliaretto verranno ceduti palazzo Colloredo, sede del tribunale di via Poma, il palazzo di via Chiassi, sede della Polizia giudiziaria, e la sede della ex “Procurina” di via Conciliazione. Sedi “debitorie”, da parte dello Stato, che non solo alla manutenzione, ma persino agli affitti è sempre venuto meno, concordando infine di saldare col Comune il debito pregresso di circa 3 milioni con una “sanatoria” di 900mila euro in 30 anni.
Per il sindaco Mattia Palazzi Mantova se ne avvantaggia: «È un sogno avverato: qualsiasi cosa si deciderà di fare di quell’area, io nei prossimi anni aiuterò chi ci sarà a trovare i soldi per realizzarla».
Ma in che tempi avverrà l’acquisizione? Lo ha chiesto il capogruppo di Forza Italia Pier Luigi Baschieri. Risposta del vicesindaco Giovanni Buvoli, titolare del demanio comunale: circa 3 mesi per arrivare dal notaio (tempi utili per consentire il frazionamento urbanistico). Formalmente a dicembre la città entrerà in possesso del Migliaretto. Da qui ad allora il settore lavori pubblici dovrà presentare un masterplan. Ma «che condivisione c’è? Ci vorrebbe un concorso di idee», suggerisce Baschieri. Cosa peraltro ipotizzata da Palazzi.








































