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Calcio Serie B – Attilio Tesser: “Mantova, c’è tempo per risalire”

Attilio Tesser
Attilio Tesser

MANTOVA Attilio Tesser è uno degli allenatori più vincenti del calcio professionistico italiano: tre promozioni dalla C alla B, una in Serie A, più vari exploit raccolti in varie piazze più o meno blasonate, comprese alcune salvezze che sanno di miracolo (vedi la scorsa stagione alla Triestina). Purtroppo non è stata fortunata la sua esperienza al Mantova (annata 2007-08, esonerato dopo 27 giornate). Ma vale la pena interpellarlo per una disamina del campionato di Serie B, che lo ha visto protagonista per ben 12 stagioni.
Mister, cosa possiamo dire dopo 7 giornate?
«È un po’ presto per tracciare bilanci o parlare di delusioni. Alla vigilia avevo dato Palermo e Venezia per favorite, e vedo che stanno facendo bene».
Però in testa c’è il Modena. Sorpreso?
«No, per nulla. Conosco bene la piazza, ci sono tutti i presupposti per una grande stagione. Sono arrivati giocatori dalla mentalità vincente, come Zampano e Zanimacchia che considero tra i più forti della categoria. Il Modena lotterà per la promozione fino alla fine».
Sicuramente non si aspettava lo Spezia ultimo…
«No, anzi lo credevo attrezzato per l’alta classifica. Ma sono convinto che risalirà la china. D’Angelo è un bravo allenatore e la società fa bene a dargli fiducia. La B è un campionato equilibrato, c’è tutto il tempo per rimediare. A patto, ovviamente, di non aspettare troppo».
Quale squadra sta andando oltre le sue aspettative?
«L’Avellino è la neopromossa che sta facendo meglio. Mi piace anche il Padova, che ho avuto modo di vedere recentemente».
Zero esoneri nelle prime 7 giornate, non accadeva da quasi 30 anni: è cambiato il vento?
«Da allenatore non può che farmi piacere. Non credo ci siano motivazioni economiche alla base di questa nuova tendenza. Mi piace pensare che sia una questione di fiducia nel progetto tecnico. Ora poi c’è la sosta: poteva essere l’occasione giusta per cambiare, invece è diventata un’opportunità per gli allenatori in bilico di correggere i difetti emersi fin qui».
Anche il Mantova ha deciso di proseguire con Possanzini. Cosa pensa dei biancorossi?
«Il Mantova, come l’anno scorso, ha mantenuto la struttura tecnica che gli aveva permesso di dominare in Lega Pro. Anche se ha cambiato qualche giocatore, resta una squadra dall’identità marcata. Finora ha incontrato qualche difficoltà, ma ha tutti i mezzi per riprendersi. Glielo auguro di cuore».
Lei ha battuto Possanzini due volte su due: in B quando allenava il Modena e lui il Brescia; e poi in C in Triestina-Mantova…
«Vero. Ma in Triestina-Mantova, nonostante il punteggio finale (4-1 per i giuliani, ndr), ricordo un’ottima prova da parte dell’Acm. Questo riconoscimento è il mio complimento per Possanzini. Che in questi anni ha saputo valorizzare tanti ragazzi con poca esperienza ma pieni di freschezza come Radaelli, Trimboli, Bragantini…».
A distanza di tanti anni, cosa le è rimasto della sua avventura mantovana?
«Cose belle e meno belle. Mi sono trovato molto bene con la città e i mantovani. Resta l’amarezza per com’è finita. Venni esonerato che eravamo sesti o settimi in classifica. La squadra chiuse poi al decimo posto. Quindi nessun miglioramento, anzi».
Le aspettative erano altissime…
«Vero. Anche perchè due anni prima il Mantova aveva sfiorato la Serie A. Ma la mia era una squadra profondamente rinnovata. E io avevo un contratto di due anni. Dopo un inizio difficile eravamo riusciti a vincere cinque partite di fila… Insomma, non stavamo andando proprio male».
Alla ripresa del campionato ci sarà Mantova-Sudtirol. Lei è un doppio ex…
«Col Sudtirol affrontai il Mantova in C, nella semifinale play off del 2003. Ricordo che all’andata i nostri si erano dimenticati di prenotare l’albergo (ride). Ne trovammo uno in extremis lungo la strada. Passammo il turno ma poi perdemmo col Novara in finale».
Novara che qualche anno dopo ha rappresentato forse il capolavoro della sua carriera. Conferma?
«Conquistammo la promozione in B dopo 34 anni di assenza e subito dopo quella in A dopo 55. Davvero una grande impresa che mi è rimasta nel cuore. Ma altre non sono state da meno».
Per esempio?
«La promozione in B con la Cremonese nel 2017: il cavaliere Arvedi ci provava invano da 12 anni! Quella col Pordenone nel 2019. E quella col Modena, al primo tentativo, nel 2022: ricordo le 14 vittorie consecutive, un record tuttora imbattuto. E l’anno dopo il decimo posto in B. Come dimenticare la salvezza in C con la Triestina, pochi mesi fa? Mi affidarono la squadra ultima in classifica, attardata e penalizzata. Agguantammo i play out e ci salvammo».
Domanda inevitabile: con un tale curriculum, com’è possibile che Attilio Tesser sieda sul divano di casa e non su una panchina?
«Non lo so. Ho avuto qualche abboccamento, ma non è andato in porto. So però che le mie motivazioni, il mio entusiasmo e la voglia di stare in campo sono sempre al massimo. Quindi, se si presenterà un’occasione, sarò pronto a valutarla».