Mantova Vigilia di play off per il Gabbiano FarmaMed e coach Andrea Radici fa il punto della situazione. Domani va in scena al PalaSguaitzer gara-1 del primo turno contro i siciliani di Modica, con fischio d’inizio alle ore 18. «Arriviamo a questa gara – spiega il tecnico – dopo la sconfitta con Trebaseleghe che ci ha fatto chiudere male il girone e una fase complicata della stagione. Abbiamo alternato momenti in cui il nostro livello di gioco era molto alto a delusioni in altri, dando sensazioni alterne. Ma non dobbiamo snaturarci nei play off con Modica, dove partiremo nelle stesse condizioni dei nostri avversari, La post-season fa storia a sé. Avremo il roster al completo, in un primo turno difficile, ma nel quale faremo il possibile per vincere e andare avanti».
Che avversario sarà Modica?
«Una squadra che negli anni ha cambiato molto poco. In regia si affida al brasiliano Putini e a giocatori validi come il centrale Garofalo, la banda Chillemi e il libero Nastasi, molto forte e forse il migliore del Girone Blu. Hanno disputato un ottimo girone di ritorno con sette vittorie su nove partite e sarà una battaglia fisica e mentale contro una squadra che difende molto. Ci vorrà pazienza in attacco. Sarà un primo turno molto equilibrato, anche se rimane il rammarico di non avere centrato un terzo posto che era alla nostra portata. Ora dobbiamo dimostrare il nostro valore e abbiamo lavorato per questo. Dovremo saper sfruttare le nostre armi migliori, battuta e muro ai livelli migliori, evitando cali durante la partita e soprattutto cercando di gestirli avendo subito una reazione in campo. Dobbiamo avere maggiore equilibrio, cosa che non sempre siamo riusciti a fare».
Che play off ti aspetti?
«Difficile dire cosa può succedere, considerato che non abbiamo centrato il terzo posto a cui tenevamo. Mi piace pensare una partita alla volta e adesso cerchiamo di andare avanti. Brucia un po’, ma guardiamo al prossimo impegno. Con il supporto dei nostri tifosi e onorando la fiducia della società, con le nostre caratteristiche ci proviamo».







































