Viadana Il capitano Fabrizio Boschetti è raggiante dopo lo spettacolare successo sul Valorugby: «Queste sono le partite che vogliamo giocare perché così il campionato diventa sempre più interessante, e lo si vede dalla classifica. Aspettavamo di arrivare a questo punto del campionato per affrontare le prime quattro. Sono partite perfette per far vedere a tutto il movimento italiano che il campionato è di buon livello e ci sono giocatori nel vivaio delle società che stanno crescendo tantissimo. In campo si è vista una grande qualità da tutte e due le parti». Boschetti racconta il salvataggio di Ferro, che ha impedito una meta di Reggio nel finale. «Penso di averlo quasi baciato in bocca – ride il flanker giallonero – quando l’ho visto uscire fuori con la palla in mano, perché era un momento di vera difficoltà e sentivo che stavamo subendo tanto perché loro erano molto confidenti. Ci ha salvato: il man of the match per lui è meritato. La touche? Abbiamo studiato tanto, c’è stato un buon lavoro collettivo da parte di tutti perché abbiamo analizzato bene i loro movimenti. Loro sono confidenti perché hanno giocatori di alta qualità e sapevo che era come una partita a scacchi, ma tutto è andato nel verso giusto perché siamo riusciti a metter loro molta pressione». Giocare allo Zaffanella è qualcosa di speciale… «Non vedevamo lo stadio così pieno da tempo e il tifo lo sentiamo tantissimo. L’unica volta in questa stagione in cui non abbiamo vinto in casa è stato il pareggio di Coppa Italia con Rovigo: sicuramente giocare tra le mura amiche incide tanto per noi e lo si vede da parte di tutti: c’è maggior voglia come ha detto Seba (Ferro, n.d.r). I ragazzi ci mettono il cuore, e siamo fortunati perché adesso gli scontri diretti li abbiamo tutti in casa tranne quello con le Fiamme Oro. Questa situazione ci può dare veramente uno sprint in più per fare bene in questo finale di campionato. La gente che viene a vederci sacrifica il proprio tempo libero per sostenerci: passano la giornata a vedere 23 scappati di casa che si prendono a mazzate; quindi io mi sento in dovere di dare veramente tutto per chi ci supporta. Le persone qui ti scrivono magari messaggi in settimana, le vedi al supermercato, in giro e ti chiedono sempre “Come stai”. Ti salutano e questo riempie veramente il cuore. Ci sono ragazzi che vengono da fuori e vivono lontano dai genitori: sapere che comunque c’è gente che li ha a cuore è veramente molto bello». Boschetti parla e fa emozionare: «Ci sono stati due momenti dove ero veramente stanco fisicamente e sono rimasto a terra più volte, ma sentivo sempre qualcuno che mi diceva “Dai, Bosco, alzati!”. E a me dava veramente la forza di alzarmi e continuare a lottare per i miei compagni e per la gente». (ale)






































