SUZZARA Il Museo Galleria del Premio Suzzara ha appena inaugurato una mostra dedicata ad Alberto Ravaioli (in foto con la conservatrice del Museo Erika Vecchietti) , artista che vive e lavora a Bologna, la cui ricerca pittorica ruota attorno al tema della terra come materia originaria e come spazio simbolico di memoria: “Alberto Ravaioli.
Pagine di un diario terrestre (2022-25)” (Museo Galleria del Premio, 21 marzo-18 aprile).
Le opere esposte nascono da un processo di stratificazione in cui colori, carte e segni si depositano sulla superficie pittorica come livelli geologici, trasformando la tela in una sorta di terreno archeologico. Il gesto dell’artista non cancella ciò che lo precede, ma lo ingloba e lo lascia affiorare in tracce, costruendo immagini che appaiono come palinsesti di materia e di tempo.
Attraverso sovrapposizioni cromatiche, frammenti e inserti di papier collé, Ravaioli realizza composizioni in cui l’immagine oscilla tra paesaggio e visione mentale: pareti rocciose, calanchi, superfici frastagliate emergono come allusioni alla morfologia del territorio, senza mai trasformarsi in vedute riconoscibili. Lo sguardo è invitato a muoversi tra verticalità e
orizzontalità, tra superficie e profondità, in un continuo esercizio di interpretazione.
Elemento distintivo del progetto espositivo è il dialogo tra pittura e parola poetica: all’opera pittorica sono affiancate le poesie dell’artista, instaurando una relazione tra la dimensione materica dell’immagine e quella immateriale del Logos. La pittura diventa così uno spazio di risonanza tra gesto e linguaggio, tra materia e pensiero, in cui il significato emerge progressivamente, come nella lettura delle stratificazioni della terra o di un testo poetico.
In questa prospettiva, la terra non è soltanto un soggetto ma una forma di conoscenza: un archivio di tracce e sedimentazioni che si rivela a chi sa leggere le sue pieghe. Le opere di Ravaioli si configurano così come paesaggi interiori e archeologie della memoria, territori sospesi tra visione e materia.
“La ricerca di Alberto Ravaioli – sottolinea l’Assessore alla Cultura di Suzzara, Stefano Rosselli – ci ricorda come la terra non sia soltanto un elemento naturale ma anche un luogo di memoria e di racconto. Nelle sue opere la materia pittorica si stratifica come un paesaggio, restituendo al pubblico un’esperienza visiva intensa e al tempo stesso meditativa. Questa mostra rappresenta un’occasione importante per valorizzare un
percorso artistico che dialoga profondamente con il territorio e con la tradizione culturale
della nostra regione.”
La mostra resterà aperta fino al 18 aprile con i seguenti orari di apertura: dal martedì al
venerdì, dalle 9 alle 17, sabato dalle 10 alle 18.







































