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Beduschi: “Agricoltura lombarda, sostenibilità concreta oltre gli slogan”

MILANO C’è un equivoco nel dibattito sull’agricoltura, perché si continua a raccontare la sostenibilità come un traguardo lontano. In Lombardia, invece, è già un percorso concreto, fatto di innovazione, investimenti e, soprattutto, risultati misurabili. Vale soprattutto per la zootecnia, spesso al centro di critiche che non tengono conto della complessità del settore e dei progressi compiuti negli ultimi anni. La Lombardia, prima regione zootecnica d’Europa per valore prodotto, non ha scelto la strada della riduzione, ma quella dell’evo l u z i o n e . Negli allevamenti si sono diffusi sistemi di precisione, sensoristica e modelli alimentari più efficienti, capaci di ridurre l’impatto ambientale per unità di prodotto. Non è l’in tensità a determinare le emissioni, ma la qualità dei processi e la capacità di innovare. Un ambito chiave è la gestione dei reflui, dove si misura la capacità di trasformare un problema in risorsa. Gli impianti di biogas e biometano rappresentano oggi un tassello fondamentale: producono energia rinnovabile, riducono le emissioni e migliorano la gestione degli effluenti. In questo ciclo virtuoso si inserisce il digestato, fertilizzante organico che restituisce al suolo nutrienti in forma più stabile, riducendo il ricorso alla chimica e contribuendo a chiudere il ciclo della sostanza orga n i c a . È su questo terreno che si gioca anche una partita decisiva a livello europeo. Non si può chiedere al settore agricolo di essere più sostenibile e, allo stesso tempo, rallentare il riconoscimento di strumenti che questa sostenibilità la rendono possibile. La questione del digestato, così come la necessità di aggiornare normative ormai superate, va letta in questa chiave: accompagnare la transizione, non ostacolarla. Accanto alla gestione dei reflui, un altro fronte strategico è quello dell’innovazione genetica. Anche le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), delle quali la Lombardia è davvero pioniera, rappresentano una delle opportunità più concrete per coniugare produttività e sostenibilità. Consentono di ottenere varietà più resistenti alle malattie, meno bisognose di acqua e input chimici, più adatte a un clima che cambia rapidamente. Ridurre l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti mantenendo rese adeguate non è uno slogan, ma una necessità per garantire competitività e tutela ambientale. I dati, a partire da quelli certificati da ARPA, iniziano a confermare questa traiettoria. Negli ultimi anni si registrano segnali di miglioramento nella qualità delle acque e una maggiore stabilità nelle concentrazioni di nutrienti, a dimostrazione che le pratiche adottate stanno producendo effetti concreti. Allo stesso modo, anche sul fronte delle emissioni, il contributo dell’in novazione sta consentendo di affrontare il tema in modo più equilibrato, evitando letture semplicistiche. La sostenibilità, dunque, non è una parola da evocare, ma un processo da governare con strumenti concreti. La Lombardia dimostra che è possibile tenere insieme ambiente, economia e futuro delle imprese agricole. La vera sfida è evitare scorciatoie ideologiche: senza innovazione non c’è transizione possibile, e senza agricoltura non c’è sostenibilità. Alessandro Beduschi Assessore all’A g r i c o l t u ra , Sovranità alimentare e Foresta di Regione Lombardia