MANTOVA Possiamo considerarlo la sorpresa del Mantova. Tommaso Marras, 22 anni, da Novara, ha lasciato il segno nel suo primo campionato di B. Sette gol e due assist sono un bottino davvero lusinghiero per chi poteva vantare sul curriculum una sola stagione di C (peraltro ottima a livello personale) in una squadra come il Caldiero poi retrocessa. La curiosità è che a portarlo a Caldiero fu proprio il nuovo ds biancorosso Fabio Brutti. Chissà se i due si ritroveranno nella prossima stagione: il contratto di Marras scade nel 2028, ma è probabile che qualche società bussi in viale Te per provare ad accaparrarselo.
Lui non ci pensa: «Sono tranquillo – dice – . È appena finita la stagione, questo è il momento di staccare un po’. Quando ripartiremo ci penserò». Dunque, meglio godersi quel che è stato. A cominciare da quei 7 gol che hanno contribuito in maniera pesante alla salvezza del Mantova: la doppietta allo Spezia; la sventola che valse l’1-1 in casa col Palermo al 95’; quelli inutili contro Venezia e ancora Palermo al Barbera; il capolavoro con l’Entella; e l’ultimo al Druso col Sudtirol.
«Non ho dubbi – spiega – : il mio preferito è quello con l’Entella. Sia per il valore di quella vittoria, che ci avvicinò tantissimo alla salvezza; sia per la bellezza del gol. In generale, devo dire che 7 gol al mio primo anno di B sono un traguardo importante. Sono molto contento. A inizio stagione era difficile prevedere un campionato così. È stata un’annata in crescendo, e secondo me è giusto sia andata così. Il percorso ideale è proprio quello di fare piccoli passi in avanti, in maniera graduale. Solo così un giocatore cresce veramente».
Marras ha dovuto gestire la “concorrenza” con Bragantini: «In realtà io e Davide abbiamo caratteristiche diverse – precisa – . Però entrambi abbiamo fatto molto bene. Del resto, il fatto di avere nel mio stesso ruolo un giocatore forte come lui, mi ha aiutato ad alzare l’asticella. Anzi, credo abbia aiutato entrambi. perché ci siamo spinti a vicenda». Marras si sente tutt’altro che arrivato: «Posso migliorare in tanti aspetti – giura – . Per esempio, sto lavorando per essere meno prevedibile. E sull’aspetto fisico. Un voto alla mia stagione? No, preferisco non giudicarmi. Lo lascio fare agli altri».
Tutte da programmare anche le vacanze: «Il mio unico pensiero ora è tornare a casa, poi vedrò cosa fare». Di certo non sarà facile per il Mantova trattenere questo trequartista messosi in luce nella Primavera del Monza, e che ha dimostrato di essere all’altezza della Serie B. In ogni caso, il suo apporto al Mantova l’ha dato. E pure determinante. Tanto basta per fargli occupare un posticino nei 115 anni di storia biancorossa.
































