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“Reconnecting Mantova”. Giampaolo Benedini e Raffaele Zancuoghi illustrano una visione alternativa del capoluogo per gli anni a venire

Mantova negli ultimi anni non ha governato il proprio futuro: lo ha semplicemente mascherato. Nel tentativo di apparire più moderna, più attrattiva, più “europea”, l’amministrazione ha bruciato milioni in un maquillage urbano fatto di interventi estetici, scollegati da qualsiasi vera visione strategica della città. Ieri sera, nella sala del Parco del Mincio a Cittadella, si è tenuto l’incontro pubblico promosso dal centrodestra mantovano per proporre un’alternativa all’attuale gesione “ordinaria” della città. Relatori della serata l’architetto Giampaolo Benedini e il candidato sindaco Raffaele Zancuoghi, moderati dall’avvocato Pietro Ferrazzi. In una sala gremita si sono alternati gli interventi, alla presenza di numerosi esponenti della coalizione tra cui la senatrice Paola Mancini e l’onorevole Carlo Maccari.
Nel corso del confronto, l’architetto Benedini ha articolato una riflessione decisamente critica sullo sviluppo urbano degli ultimi anni, sostenendo che sul piano delle infrastrutture “per troppo tempo questa amministrazione ha anestetizzato la città”, impedendo a Mantova di crescere secondo una visione armonica, moderna e proiettata verso il futuro. Benedini ha anche richiamato alcuni dei principali progetti elaborati durante l’esperienza amministrativa del centrodestra, soffermandosi in particolare sulla necessità di affrontare in modo strutturale il tema delle barriere ferroviarie che circondano la città, con pesanti ripercussioni su mobilità, viabilità e qualità della vita dell’intera area urbana.
Secondo Benedini, quella oggi negoziata dall’amministrazione comunale con RFI rappresenta soltanto una mezza soluzione, che però preclude la strada a un futuro piano di delocalizzazione dei binari ferroviari, e dunque a una vera trasformazione urbanistica della città.  Da parte sua, Zancuoghi ha ribadito come l’attuale amministrazione “non abbia una reale visione prospettica del futuro della città”, sottolineando come in dieci anni siano rimasti irrisolti i principali nodi infrastrutturali e urbanistici di Mantova. Tra le priorità indicate dal candidato sindaco del centrodestra figura il completamento dell’anello tangenziale, definito “un intervento non più rinviabile” per migliorare traffico, collegamenti e qualità della vita dei cittadini. “La nostra candidatura – ha affermato Zancuoghi – nasce dalla volontà di rimettere Mantova in movimento, con una progettualità concreta e una visione di lungo periodo che restituisca alla città il ruolo di capoluogo e motore del territorio. Spunto per la relazione – anche allo scopo di definire un approccio condiviso e multidisciplinare, alternativo a quello attuale –  il progetto “Salus per Acquam” già illustrato nei giorni scorsi alla sala del Mantegna: una “suggestione concreta” per la riqualificazione armonica e vivibile delle sponde dei laghi di Mezzo e Inferiore, con l’obiettivo di restituire centralità al rapporto tra Mantova e l’acqua.