MANTOVA «Da ragazzino giocavo mezzala. Mi ha cambiato la vita il tecnico dell’Under 16 dell’Atalanta Marco Fioretto spostandomi sulla fascia». Così Marco Palestra dal ritiro della Nazionale a Coverciano, durante la conferenza stampa di lunedì. Marco Fioretto, proprio lui: l’attuale responsabile del settore giovanile del Mantova. Palestra, uno dei (pochi) giovani italiani di talento emersi negli ultimi anni, ha voluto rendere omaggio a chi gli ha svoltato la carriera. «Sono io che ringrazio Marco per la citazione – risponde Fioretto, da noi contattato – . In realtà il merito è tutto suo. Sta facendo un percorso eccezionale, grazie non solo ai suoi mezzi ma anche alla sua tenacia. Ha saputo superare brillantemente i momenti più complicati: quelli dello sviluppo, in cui un calciatore deve trovare la sua dimensione ideale e non sempre ci riesce. È un ragazzo volitivo e intelligente. Credo che possa essere preso da esempio per tutti i giovani che vogliono emergere». Fioretto ne racconta la trasformazione: «Ha sempre avuto qualità tecniche interessanti, però faceva fatica in mezzo al campo. Sembrava più a suo agio nella corsa, quindi sulla fascia. Così gli ho proposto di cambiare ruolo. All’inizio non era entusiasta, poi ha capito che poteva rendere di più e si è convinto». Fioretto ha allenato Palestra anche nell’U17 e nella Primavera dell’Atalanta. Poi il salto nell’U23 nerazzurra in Serie C. E come allenatore… un altro “mantovano”: Francesco Modesto. Un’altra esperienza che il 21enne esterno azzurro (nell’ultima stagione in forza al Cagliari e ora nel mirino dell’Inter) ha sottolineato a Coverciano davanti ai cronisti: «Anche quell’esperienza mi ha cambiato la vita, perché è là che ho cominciato a misurarmi con i professionisti senza paura di sbagliare». Se gli venisse voglia di salutare i suoi “mentori”, non ha che da passare per Mantova.



























