MANTOVA /VIADANA «Il fotovoltaico non ha manutenzione, una volta montato è finita». È vero che un impianto FV non ha parti “meccaniche” come una caldaia. Però non significa che sia eterno e che non vada mai controllato. Un impianto può continuare a funzionare anche quando sta producendo meno del dovuto, oppure può segnalare un allarme che nessuno vede. E siccome il fotovoltaico “guadagna” energia giorno dopo giorno, una piccola perdita costante diventa un danno economico nel tempo.
Il mito: “Non serve mai”
Molti impianti vengono lasciati a sé stessi per anni. Finché “si vede qualcosa” nel monitoraggio, si pensa che sia tutto ok. Ma spesso il problema non è il guasto totale: è il calo lento, invisibile, oppure un’anomalia che riduce la resa. Il fotovoltaico non si rompe sempre con un botto: spesso si “spegne a metà”.
La realtà: stringhe, sporco, serraggi, allarmi e resa
1) Produzione: la prima manutenzione è controllare i numeri. Se non guardi la resa, non puoi accorgerti dei cali. Un confronto semplice mese su mese e anno su anno (tenendo conto del meteo) aiuta a capire se l’impianto sta andando come dovrebbe.
2) Stringhe e parametri: quando una parte rende meno. In alcuni casi una stringa può produrre meno per problemi di connessione, ombre nuove, moduli penalizzati, componenti che non lavorano bene. Senza una verifica tecnica, queste cose passano inosservate.
3) Sporco: non è solo estetica. Polvere, smog, pollini, foglie, guano: lo sporco riduce la resa. In certe zone e in certi periodi può incidere più di quanto si pensi. Non sempre serve pulire spesso, ma serve capire quando ha senso farlo (e farlo nel modo giusto).
4) Serraggi e connessioni: piccoli dettagli, grande sicurezza. Col tempo e con le dilatazioni termiche, i serraggi e le connessioni vanno verificati. Non è allarmismo: è prevenzione. Un controllo periodico riduce rischi e aumenta affidabilità.
5) Allarmi e aggiornamenti: se non li leggi, è come non averli. Molti inverter segnalano eventi e anomalie. Se nessuno li controlla, l’impianto può restare in una condizione “non ottimale” per mesi. La manutenzione serve anche a questo: leggere, interpretare e intervenire.
6) Ogni quanto? Dipende dall’impianto e dall’ambiente. Non esiste una cadenza uguale per tutti. Un impianto in campagna polverosa non è uguale a uno in zona residenziale. Un impianto grande non è uguale a uno piccolo. L’idea corretta è avere un piano: controlli minimi regolari e interventi quando servono.
Cosa fare adesso
La soluzione migliore è un piano O&M (Operation & Maintenance): controlli programmati, verifica resa, lettura allarmi, controlli elettrici e pulizia quando utile. Così non si aspetta il problema: si mantiene l’impianto efficiente e si difende la produzione.
Per un piano O&M e controlli programmati, passa da Casa Visioli in piazza a Viadana (tel. 0375 833700) oppure chiamaci al Numero Verde 800 911 113.
Per ulteriori informazioni visita il sito www.gruppovisioli.it ANDREA VISIOLI è amministratore delegato di Gruppo Visioli (luce, gas, fibra e fotovoltaico) e presidente della CER “Visioli Energia Solidale”
RUBRICA SETTIMANALE CON USCITA TUTTI I VENERDI’ A CURA DEL DOTTOR ANDREA VISIOLI DAL TITOLO: “CASA&BOLLETTE” 20′ PUNTATA: FOTOVOLTAICO
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