Home Eventi La piazza di Sabbioneta diventa scena per giovani talenti

La piazza di Sabbioneta diventa scena per giovani talenti

Sabbioneta Hanno visi giovani e un talento da prendere per mano. Alcuni già dominano il palco con naturale sicurezza; per altri è ancora visibile la tensione, il tuffo al cuore dei primi passi, che poi svapora dopo le prime note e si trasforma in adrenalina. Mentre uno canta, gli altri, raccolti in crocchio in un angolo della stradina perpendicolare alla Piazza, un po’ ascoltano un po’ scambiano qualche parola, per alleggerire l’emozione. Nove ragazzi, selezionati dopo una severa operazione di scrematura, lo scorso venerdì sera, in una piazza Ducale di Sabbioneta vestita a gran festa e raggiunta da un pubblico che ne riempiva ogni posto a sedere, sono stati gli applauditi protagonisti del concerto, organizzato dal Sabbioneta Chamber Opera Festival, interamente dedicato alla trilogia mozartiana. Sul leggio, in ordine non cronologico, una galleria di pagine emblematiche tratte dal Così fan tutte, dal Don Giovanni e da Le Nozze di Figaro, ovvero dai tre titoli che il genio di Salisburgo ha concepito grazie al fecondo incontro con la penna folgorante del librettista Lorenzo da Ponte. In platea, a vegliare su questo battesimo artistico, lo sguardo attento di Barbara Frittoli, tra i soprani mozartiani più autorevoli del nostro tempo, come racconta una carriera pluridecennale che l’ha vista esibirsi nei massimi teatri del mondo, qui presente in veste di docente della masterclass intensiva che ha accompagnato queste giovani voci attraverso lo studio e la minuziosa esplorazione del complesso, scivoloso terreno della scrittura mozartiana. Un lavoro di squadra, condotto a più mani con la collaborazione del regista Bepi Morassi, del professor Franco Fussi e del maestro Marco Titotto, chiamato a guidare l’orchestra dei Colli Morenici capitanata da Federico Silvestro come primo violino, che ha inteso consegnare, a questi ragazzi, una visione autentica, immersiva, totale del mestiere del cantante. Un aspetto, questo, sottolineato anche dal sindaco della città, Marco Pasquali il quale, invitato dal direttore artistico Andrea Castello ad un saluto istituzionale, ha voluto elogiare il prestigio di un progetto che rimette Sabbioneta al centro dei grandi circuiti musicali e, con la sua grande capacità ricettiva, consente operazioni come questa: formare giovani alla più alta scuola d’arte e, al tempo stesso, ospitare un pubblico che, per una serata o per un tempo più lungo, può godere della grande bellezza di un autentico gioiello del Rinascimento italiano.
“Questi ragazzi non dimenticheranno di certo queste settimane trascorse qui, in questo scrigno a cielo aperto”. “E sarà bello”, gli ha fatto eco Castello, “che tra qualche anno, nel loro curriculum, si possa leggere che proprio qui hanno debuttato, prima di avviarsi ad una carriera luminosa come molti di loro avranno”. Effettivamente, il pubblico presente ha dimostrato, con i suoi calorosi applausi, di aver colto, in queste voci, i multiformi segni della promessa. Nella puntuale, appassionata precisione di Nicole Adorno, nello smalto già sicuro di Gioia Pucci, nel temperamento svettante di Erica Artina, donna Elvira di certo avvenire, in quello affiorante aria dopo aria, fino a rivelare la stoffa del cavallo di razza, di Agnese Funari. Applausi meritati anche al comparto delle voci maschili, a partire dal Leporello del celeberrimo catalogo dongiovannesco, affidato al bel timbro di Marco Salinas, a cui il solido don Giovanni di Mirko Griggio faceva da convincente contraltare nel successivo “Là ci darem la mano”, interpretato con la Zerlina di Agnese Funari. E ancora, meritati apprezzamenti al don Ottavio di Pasquale Riccio, impegnato nell’impervio “Il mio tesoro intanto” e al Figaro di Alessio Neri, alle prese con il celeberrimo “Non più andrai farfallone amoroso”, ben contrappuntato da Sathya Gangale in “Tutto è disposto… Aprite un po’ quegl’occhi”. A suggello della serata, tutti sul palco per il finale de Le Nozze: “Gente gente, all’armi all’armi”, con cui Mozart fa calare il sipario, dopo mille peripezie, sull’esilarante “folle journée”. Rose a tutti gli interpreti e, a Barbara Frittoli e a Marco Titotto, un libro di immagini di Sabbioneta in bianco e nero e una copia del Toson d’oro, simbolo della grandezza della città. Ora il Festival, giunto al suo quarto anno, si avvia alla programmazione autunnale, che sarà inaugurata in grande stile, il prossimo 19 settembre, con l’Orfeo di Monteverdi. Ancora giovani voci, questa volta affidate a Sara Mingardo, altro nome eccellente della lirica italiana nel mondo. Nei saluti di Castello, un sentito ringraziamento all’intera città per aver creduto in questa straordinaria scommessa, al Comune, alla Fondazione Heritage, alla Pro Loco che hanno supportato passo per passo la realizzazione di tutto questo. E un ringraziamento a Fondazione Cariplo, Ministero della Cultura e Regione Lombardia per il prezioso contributo.