Castelbelforte La convocazione, per il prossimo 22 luglio – come abbiamo scritto ieri sulla Voce del tavolo di crisi in Regione per la Mantua.it non placa la preoccupazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni. Il momento del confronto tra le parti è visto positivamente ma inquieta il fatto che tra le parti stesse, al di là di alcune dichiarazioni, vi sia ancora un notevole distacco, nonostante la disponibilità delle parti sociali ad incentivi che favorissero l’esodo volontario dei lavoratori che non volessero più restare in organico.
«La preoccupazione generale è palpabile e il personale è comprensibilmente in subbuglio – ammette il sindaco di Castelbelforte Massimiliano Gazzani -. Per dovere di informazione va ricordato che la questione è legata al mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori dell’agenzia di somministrazione. Una situazione, comunque, parimenti grave, anche perché le ricollocazioni in cui speravamo non sono semplici considerando che stiamo parlando di decine di persone. L’auspicio che tutti ci auguriamo è che dal tavolo regionale possano emergere soluzioni che valorizzino i lavoratori e i loro diritti».
Le segreterie provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil parlano con una sola voce e rilanciano con forza la loro ferma contrarietà verso il piano di riorganizzazione della Mantua.it che definiscono «grave, immotivato e lesivo della dignità dei lavoratori». Pur ribadendo la totale contrarietà all’operazione, i sindacati avevano chiesto all’azienda di valutare un incentivo all’esodo volontario, per lasciare libertà di scelta a chi, eventualmente, volesse uscire dall’organico. Sulla vicenda è tornata anche Paola Bulbarelli, consigliere di Fratelli d’Italia: «Sto seguendo con grande attenzione gli sviluppi della vertenza che coinvolge lo stabilimento Mantua.it di Castelbelforte, per la quale lo scorso maggio avevo chiesto che fosse organizzata un’audizione in Commissione Attività Produttive. Regione Lombardia si è attivata tempestivamente dopo che l’azienda, lo scorso 15 giugno, ha comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che interessa circa 50 lavoratori delle sedi mantovane». Riguardo all’incontro della prossima settimana, la Regione svolgerà il proprio ruolo istituzionale per favorire il raggiungimento di un’intesa e limitare al massimo l’impatto occupazionale della riorganizzazione. «Saranno messi a disposizione tutti gli strumenti previsti, dagli ammortizzatori sociali alle politiche attive del lavoro, con percorsi di riqualificazione professionale e di reinserimento destinati ai lavoratori eventualmente coinvolti – L’obiettivo – aggiunge il consigliere meloniano – deve essere quello di tutelare l’occupazione e preservare il patrimonio di competenze costruito negli anni in un’azienda strategica per il nostro territorio».






























