“Blitz” di Brandazza, e i lavoratori incrociano le braccia

MANTOVA La cassa integrazione straordinaria per crisi, pure emersa come possibilità al tavolo di giovedì scorso fra azienda e sindacati, ma dichiarata ufficialmente dalla stessa Corneliani il giorno dopo e ieri mattina divenuta fattiva, è stata considerata come un “blitz”, un’azione unilaterale del nuovo amministratore delegato Giorgio Brandazza dalle rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, oltre che dalle stesse Rsu. Tanto che ieri si è consumato il primo degli scioperi rientrante nel pacchetto di 10 ore già minacciato all’inizio della vertenza, e solo congelato dopo l’intesa del 19 novembre scorso.

Stamane è prevista un’assemblea sindacale con tutte le maestranze per decidere come proseguire la mobilitazione a fronte dei provvedimenti aziendali mirati sui 130 esuberi. Ieri il primo segnale, quando i lavoratori hanno spontaneamente bloccato la fabbrica appena appresa la notizia della richiesta di cassa di Cigs avanzata dalla dirigenza. Una decisione, accusano i sindacati, «presa in modo del tutto unilaterale» da Brandazza, che «arriva a valle del terzo incontro, sui cinque concordati con le rappresentanze sindacali, avvenuto giovedì scorso».
Sempre i sindacati ricordano che l’accordo del 19 novembre «aveva riportato la situazione di Corneliani in equilibrio», ed era stato firmato «da tutti i vertici aziendali, compreso Brandazza, escludendo qualsiasi azione unilaterale dell’azienda, compresa la scelta degli ammortizzatori sociali più idonei per la gestione delle possibili difficoltà produttive del 2020».
Oltre che nel merito, le parti sociali contestano le tempistiche di questa scelta: la comunicazione della Cigs arriva a meno di una settimana dalla richiesta firmata dal direttore di Confindustria  Mauro Redolfini di utilizzo della cassa ordinaria per la gestione del calo produttivo a febbraio. Quest’ultima, sottolineano i sindacati, «era stata concordata dalle parti nei primi tavoli».

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