MANTOVA Una folla commossa ha accompagnato ieri pomeriggio, nella chiesa di San Pio X, l’ultimo saluto a Vincenzo Paolo Zecca, il professore di musica a Gonzaga e Suzzara stroncato da un malore a soli 36 anni, nella notte tra mercoledì e giovedì. Un dolore immenso per due comunità, reso ancora più evidente dalle parole di Rossella Auriemma, dirigente scolastica dell’Ic Gonzaga-Pegognaga, dove Zecca insegnava flauto traverso all’indirizzo musicale, che prima della conclusione della funzione religiosa, celebrata da don Roberto Rezzaghi, ha preso la parola per tracciarne un ricordo, sottolineandone la professionalità e il profondo attaccamento ai suoi studenti. Ad accompagnare il rito funebre all’organo il maestro Alessandro Meneghello, che ha aperto la celebrazione con “Mission” di Ennio Morricone, uno dei primi brani che Zecca aveva suonato alla madre per farle conoscere e amare il flauto traverso. La comunione è stata invece accompagnata dall’Ave Maria di Caccini, sempre all’organo. Al termine delle esequie, su richiesta della madre del 36enne, è stato eseguito anche un brano del Frisina, mentre il feretro dal sagrato è partito alla volta di Lecce, sua città d’origine, per la tumulazione. Docente di flauto traverso, Zecca si era sentito male tra il 22 e il 23 aprile nella propria abitazione in città: un malore fulminante che non gli ha lasciato scampo, strappandolo improvvisamente all’affetto della famiglia e dei suoi amati studenti. Oltre ai genitori, arrivati a Mantova dalla Puglia per i funerali, lascia la compagna Francesca, anch’essa insegnante, e il figlio Edoardo di soli due anni.







































