Home Cronaca Il Comune chiude in attivo il ’25: più spese, ma anche più...

Il Comune chiude in attivo il ’25: più spese, ma anche più entrate

Mantova Conti in regola e anche un avanzo di 10 milioni per le casse di via Roma, dei quali, al netto degli accantonamenti di legge, 6 sono immediatamente spendibili per opere più o meno già programmate; la metà di essi, 2,9 milioni, sono classificati come “avanzo libero” da spendersi cash dalla prossima amministrazione. Ma ciò che emerge in modo sorprendente, a documento della gestione oculata dell’assessore al bilancio Giovanni Buvoli, è il dato che discrimina entrate e uscite.
I costi fortemente aumentati in tutti gli àmbiti amministrativi sono stati ampiamente compensati dal gran numero di bandi nazionali ed europei che hanno portato non solo in pareggio, ma addirittura in attivo il consuntivo del Comune, addirittura di 3 milioni rispetto all’esercizio 2024. Uno sforzo riconosciuto all’assessore delegata Adriana Nepote, punta di diamante dell’amministrazione di Mattia Palazzi.
Il silenzio stampa di legge impone a Buvoli e al sindaco ogni commento. Ma i numeri del consuntivo (che andrà in commissione la settimana entrante, e in consiglio il 30 del mese) parlano da soli.
Le spese 2025 sono quantificate in oltre 142 milioni, tra cui 74 di spese correnti e 54 in spese in conto capitale, ossia per investimenti.
Le entrate per contro evidenziano 152 milioni, tra cui 9 di avanzo dal 2024, 34 di entrate di natura tributaria, trasferimenti correnti dall’amministrazione centrale per 5 milioni, dalla Regione 5,2 e 36 da entrate di natura extra-tributarie; quindi, sanzioni per infrazioni al codice della strada e dello Sportello unico per 6,9 milioni, canoni per 8,4, dividendi di 12 milioni da Tea e 755mila euro da Autobrennero, entrate in conto capitale per 22,3 milioni, di cui 12,2 dalla amministrazione centrale, 5,7 dalla Regione, 2,1 da alienazioni, 1 milione da oneri di urbanizzazione e 5 da mutui.
Il tutto, sottolineano negli uffici di via Roma, senza avere comportato un aumento dei canoni e senza avere gravato sulle aliquote dell’Imu. E anzi, avendo mantenuto i livelli dei servizi e degli investimenti.