Pro-Gest-Olmolungo, vicina la stipula dell’accordo

MANTOVA Sono circa 55mila i metri quadrati di area che la Pro-Gest sarebbe in procinto di acquisire dalla Bs Invest di Brescia nel comparto di Olmolungo. Un’operazione che, se andasse a buon fine, darebbe un duplice vantaggio: dal punto di vista urbanistico e da un punto di vista ambientale. Nello specifico, si tratta del vasto comparto in fregio all’Ostigliese (nell’insieme assomma a circa 1 milione e mezzo di metri quadrati di superficie) rimasto incompiuto, con una sequenza di capannoni “stile neoclassico” invenduti, e come tali qualificabili alla stregua di tanti altri “magoni” o eco-mostri disseminati qua e là nel comprensorio cittadino. Tale terreni e tali costruzioni hanno comunque ottenuto nel dicembre scorso, dopo un serrato braccio di ferro col Comune durato anni, la riapprovazione del piano complessivo, risalente alla giunta  Burchiellaro; e ancora a marzo la giunta  Palazzi ne ha stipulato la convenzione con l’attuatore per le opere accessorie.
Dunque, si tratta di un “piano vivente”, come lo ha definito l’assessore all’urbanistica  Andrea Murari. L’ideale, data la collocazione decentrata, ma comunque prossima alla cartiera, per delocalizzare quelle materie prime (carta da riciclo in eco-balle), che tanti problemi sta dando per le inevitabili esalazioni ai quartieri di Cittadella e Colle Aperto.
Dal canto suo la Pro-Gest, nella persona del patron  Bruno Zago, sta portando avanti la trattativa per l’acquisto o per l’affitto. La richiesta della proprietà parrebbe troppo elevata, trattandosi di terreni non del tutto urbanizzati e di capannoni non ancora passati al collaudo. La cifra si aggira attorno ai 400 euro al metro, che equivale a dire un decimo di quanto è stato venduto il vicinissimo terreno di Rossetto da parte della Valdaro Spa. Di certo la possibile mediazione di via Roma nella trattativa è auspicata da molti: dall’azienda, che vorrebbe togliersi dagli impicci delle diffide arrivate sullo stoccaggio di carta dalla Provincia, ma anche dallo stesso Comune, che vedrebbe con l’operazione risolto almeno in parte un annoso nodo urbanistico.

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