BOZZOLO – A fronte delle oltre trecento persone che hanno frequentato i corsi Fami – il Fondo asilo migrazione e integrazione – attivati dall’Unione Europea in sinergia con Regione Lombardia e riferiti all’educazione per gli adulti, tenutisi nei locali dell’ex asilo Bozzetti, il Comune di Bozzolo ha deciso di ampliare la propria offerta didattica in collaborazione con il Centro dell’istruzione per gli adulti e Avulss.
Per tale ragione, oltre che per venire incontro alle continue richieste giunte anche dal mondo delle imprese, l’amministrazione comunale si è infatti attivata per ottenere una vera e propria sede operativa del Centro insieme con il direttore Massimo Pantiglioni ed ora con Elena Irene Ferrari, dirigente reggente del predetto istituto.
Così dal prossimo settembre, all’interno della scuola secondaria di primo grado in via Arini sono stati reperiti i locali per garantire corsi statali di istruzione per gli adulti, in particolare i corsi di alfabetizzazione della lingua italiana in basi ai vari livelli di competenza. Accanto a questo ciclo di lezioni, fondamentali anche per porre le basi di una vera integrazione, ci saranno corsi finalizzati all’acquisizione del diploma di terza media per combattere il fenomeno della dispersione scolastica.
Ma l’impegno dell’amministrazione comunale verso la formazione degli adulti, stranieri o meno, non si esaurisce qui. Grazie ad alcune convenzioni raggiunte con gli istituti professionali e con le aziende del territorio che già hanno manifestato grande interesse, diventerà infatti possibile attivare anche dei corsi di inglese ed informatica, i quali saranno aperti a tutta la cittadinanza.
Nel primo incontro illustrativo dedicato all’iniziativa erano presenti, al fianco del sindaco Giuseppe Torchio e dell’ assessore Patrizia Togliani , anche il sindaco di Rivarolo Mantovano Massimiliano Galli, il sindaco di San Martino dall’Argine Alessio Renoldi, i sindaci di Piadena e di Tornata (Cr) Federica Ferrari e Enrico Tabaglio e il direttore del sistema assistenza integrazione di Piadena. Presenti anche i gruppi di volontari operanti nel territorio comunali, che hanno manifestato l’intenzione di fare rete per sviluppare ogni possibilità connessa alla nuova scuola.





































