CASTEL D’ARIO – Ha finalmente un nome e un volto il cadavere recuperato la mattina dello scorso 28 aprile nelle acque del canale Molinella, a Castel d’Ario. Gli esami di laboratorio eseguiti dai Carabinieri del R.I.S. (Raggruppamento Investigazioni Scientifiche) di Parma hanno confermato con assoluta certezza l’identità della vittima: si tratta di Stefan Silviu Cioba, cittadino di origine rumena nato il 28 luglio 1990.

Il tragico ritrovamento risale a poco dopo le 7 del mattino del 28 aprile, quando un passante ha notato il corpo nell’acqua e ha allertato il 112. Sul posto erano immediatamente confluiti i Carabinieri della Stazione locale, i Vigili del Fuoco e il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Mantova, affiancati dal Pubblico Ministero di turno per i rilievi di rito. Il corpo, al momento del recupero, si presentava già in avanzato stato di putrefazione, rendendo impossibile un riconoscimento immediato. 

La svolta nelle indagini è arrivata nella stessa serata del 28 aprile, a seguito della denuncia di scomparsa presentata dai genitori del giovane, residenti nel vicino comune di Castelbelforte. Ai militari l’anziana coppia aveva riferito che il figlio si era allontanato da casa da circa una settimana, senza dare più notizie di sé.
Per fare luce sul caso, la Prefettura di Mantova, sotto la regia del Prefetto Roberto Bolognesi e in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica, aveva subito attivato il piano di ricerca per le persone scomparse. Nei giorni successivi al ritrovamento, l’intero corso del canale Molinella era stato setacciato palmo a palmo dai Carabinieri del Comando Provinciale e della Forestale, con il supporto dei Vigili del Fuoco e l’impiego specialistico di droni e dell’elicottero del Nucleo Carabinieri di Orio al Serio (Bergamo).
L’autopsia disposta dal magistrato ha sciolto i dubbi sulle cause del decesso. I medici legali hanno stabilito che la morte è compatibile con l’asfissia da annegamento. L’ispezione cadaverica non ha evidenziato alcun segno di lesione o traccia di traumi antecedenti alla morte: l’ipotesi di una morte violenta o dell’intervento di terzi è stata pertanto ufficialmente esclusa dagli inquirenti.
La certezza matematica sull’identità è giunta nelle scorse ore grazie alla comparazione del profilo genetico. I Carabinieri del R.I.S. di Parma hanno infatti riscontrato la perfetta compatibilità tra le tracce biologiche estratte dal cadavere e i campioni salivari prelevati preventivamente ai genitori del 35enne. Nei prossimi giorni, esauriti gli accertamenti formali, la Procura della Repubblica di Mantova firmerà il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia e la celebrazione delle esequie.






























