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Calcio Serie B – Il Mantova e la tradizione favorevole del 1° maggio

MANTOVA Primo maggio: festa dei lavoratori, giorno per tradizione dedicato allo svago, alle grigliate, alle gite fuori porta. Ma il calcio, si sa, è un mondo a parte. E allora tutti in campo anche quest’anno in Serie B: 10 partite, in contemporanea alle ore 15. Penultima giornata di un campionato mozzafiato, con tutti i verdetti ancora da stabilire, sia in zona promozione che retrocessione. Al Mantova, che attende il Monza, basta un punto per festeggiare la salvezza. Ma centrerebbe il traguardo anche perdendo, qualora l’Empoli non battesse l’Avellino o l’Entella perdesse a Bari.
Oltre che alle proprie forze e al calore dei propri tifosi, l’Acm si affida alla tradizione favorevole del 1° maggio. Da quando è stata ripristinata come giornata festiva, ovvero dal 1946, ha visto i biancorossi scendere in campo 13 volte perdendo solo in tre occasioni. Per il resto 5 vittorie e altrettanti pareggi, dunque un totale di 10 risultati utili che venerdì col Monza significherebbero salvezza matematica.
Due delle tre sconfitte rimediate il 1° maggio risalgono alla notte dei tempi: a Bondeno di Ferrara nel 1955 in IV Serie (3-1); e col Lecco al Martelli nel ’60 in B (1-2). Non fanno più nemmeno testo. La terza si è rivelata indolore: il 2-1 sul campo dell’Albinoleffe nel 2015 in C, con i biancorossi di Juric già certi della salvezza.
Per quanto riguarda le vittorie, l’ultima risale giusto all’anno scorso, in condizioni non troppo diverse da quest’anno. Nel senso che il Martelli si era davvero vestito a festa per il match col Cesena, esattamente come succederà dopodomani per Mantova-Monza. I biancorossi di Possanzini dominarono in lungo e in largo, vincendo 3-0 con gol di Fiori, Bragantini e Debenedetti, e avvicinandosi alla salvezza. Un altro successo obbligato e pesante fu il 3-1 all’Arechi di Salerno, sempre in B, nel 2010. Obbligato perchè la Salernitana era già retrocessa; pesante perchè il Mantova di Serena aveva bisogno di punti per salvarsi. Purtroppo non si era ancora a conoscenza degli squallidi tramacci (leggi: partite vendute) che stavano portando – e avrebbero portato – i virgiliani alla retrocessione e al fallimento. In ogni caso, quella vittoria fu l’ultima dell’era Lori e porta le firme di Caridi, Locatelli e Pellicori. Successo illusorio anche nel 1983 in C2, in quel di Lecco: tempo da lupi, pioggia a catinelle e grandine, ma la doppietta di Bresolin certifica il 2-0 che concede speranze di promozione ai biancorossi di Masiero: l’obiettivo non verrà centrato. Primo maggio di gloria completa, invece, nel 1966: il 6-1 rifilato al Catanzaro (in gol Trombini, Di Giacomo, due volte Pellizzaro, poi Volpi e Jonsson) è un passo importante che porterà i biancorossi di Cadè in Serie A a fine stagione. La stessa enfasi possiamo metterla per il 3-1 alla Cremonese, datato 1° maggio 1959: Turatti, Furini e Fantini i giustizieri dei grigiorossi, per un Ozo lanciato verso la B (ottenuta dopo il leggendario spareggio di Genova) sotto la guida di Fabbri.
Per dovere di cronaca, elenchiamo anche i cinque pareggi datati 1° maggio: l’1-1 sul campo della Centese nel 1949; il 2-2 in casa con la Sanremese nel ’54; lo 0-0, sempre al Martelli, con la Massese nel ’94, nel triste giorno in cui morì Senna; un altro 0-0 casalingo, in questo caso davvero anonimo, col Treviso nel 2007; l’1-1 a Boario Terme contro il Darfo nel 2011, a promozione in Lega Pro già conquistata.
Tutti risultati che farebbero comodissimo al Mantova venerdì. Del resto, l’occasione è di quelle ghiotte: tagliare il traguardo davanti ai propri tifosi, in un Martelli che sarà con ogni probabilità sold out, e in un pomeriggio di sole (così prevede il meteo) che sembra fatto apposta per festeggiare. “Primo maggio, su coraggio!”, cantava Umberto Tozzi. Non c’è altro da aggiungere.