MANTOVA Dopo tre gare di silenzio, l’allenatore del Mantova Davide Possanzini è tornato a parlare in conferenza stampa. Al termine della gara vinta con il Padova il tecnico biancorosso però è apparso cauto e contenuto. «È successo un po’ di tutto nell’ultimo periodo. È stata una centrifuga di emozioni. Botturi rimarrà sempre importante per me. Se siamo qui è solo merito suo. Il suo esonero ha dato una scossa morale ai ragazzi che si sono dispiaciuti. La squadra si è compattata, tirando fuori qualcosa che era latente. Però questa vittoria non ha risolto niente. Rinaudo si è posto benissimo e sta cercando di osservare prima di agire. Noi, da professionisti quali siamo stiamo cercando di metterlo nelle migliori condizioni per lavorare. Se pensiamo di essere diventati forti facciamo un errore clamoroso. Per me non è cambiato tantissimo rispetto a prima. Solo una cosa, i risultati. Con Padova e Sampdoria ci è girata meglio rispetto ad altre volte. Le prestazioni ci sono sempre state, mancava solo il risultato».
Nonostante la vittoria, l’allenatore rimane con i piedi per terra e volta subito pagina. «Il nostro lavoro ci spinge a vivere alla giornata. Il ribaltone ha toccato i nostri cuori. Quando vinci sembra tutto più facile, ma non è così. Questo sport toglie energie, però in pochi secondi ridà quanto sofferto. Abbiamo giocato un primo tempo pazzesco, arrivando con facilità negli ultimi metri. Ci manca più qualità sottoporta. Siamo ancora in terapia intensiva e dobbiamo curarci fino alla fine. Stiamo lavorando bene, questo successo, la prestazione e il pizzico di fortuna che prima non abbiamo avuto, ci fortifica. Se guardo le statistiche abbiamo oltre il 60% del possesso palla e tiriamo in porta tante volte, ma non riusciamo a concretizzare quanto creato. C’è troppo margine tra occasioni e finalizzazioni, però ci stiamo lavorando. Spero solo di continuare così». Contro il Padova la difesa dell’Acm ha rischiato qualcosa, come la traversa scheggiata da Buonaiuto dopo una palla persa a metà campo. «Fino al 40esimo giochiamo nella metà campo avversaria – spiega – gestendo palla. In costruzione, Paoletti sbaglia regalando palla agli avversari che colpiscono la traversa. Quell’episodio cambia il giocatore perché rimane scottato. Questo a confermare che non siamo ancora guariti. A volte non dobbiamo forzare le giocate perché prima o poi qualcosa di positivo capita. Di schiaffi ne abbiamo presi, spero nel proseguo di prenderne meno».
«La pausa? La vivrò con massima dedizione e impegno – conclude Possanzini – . Dobbiamo ricaricare le pile perché emotivamente abbiamo speso tanto. L’importante è rimanere sempre umili. Ruocco è forte e lo so, purtroppo è stato vittima di infortuni l’anno scorso. Però anche Caprini e Fiori lo sono. Spero continui così, si sta prendendo quello che gli infortuni gli hanno tolto. I ragazzi hanno dimostrato responsabilità nei confronti di chi è rimasto fuori. Si sta creando una competitività onesta. Mi fido ciecamente di ognuno».









































