Ciclismo – Edo Affini: “Esco dal Giro più forte e maturo”

Affini in azione al Giro
Affini in azione al Giro

MANTOVA Due piazze d’onore, un terzo posto e un’enorme mole di lavoro per la squadra.  Edoardo Affini si è ritagliato un ruolo da protagonista nel Giro d’Italia che si è concluso domenica a Milano. La prima grande corsa a tappe che il campione mantovano è riuscito a completare, dopo lo sfortunato esordio dell’anno scorso. Edoardo è entrato di diritto nel gotha del ciclismo italiano e su di lui sono ora puntati gli occhi di tutti gli addetti ai lavori. La crescita dimostrata in questi giorni l’ha proiettato in una dimensione nuova.
Ci è voluto un giorno per metabolizzare fatiche ed emozioni di tre settimane indimenticabili. Non è tipo da facili esaltazioni, Edo, ma il bilancio dell’avventura al Giro è più che positivo. «Di sicuro sono andato meglio dello scorso anno – racconta – quando per una caduta ho dovuto ritirarmi dopo una settimana. Sono soddisfatto per i risultati conseguiti, anche se rimane un pizzico di rammarico per la tappa di Verona dove avrei potuto mettere la ciliegina sulla torta».
 Qual è stata la tappa più impegnativa?
«Sicuramente quella dello Zoncolan. Una salita davvero dura, che però sono riuscito a completare e questo mi dà stimoli e convinzione di poter crescere ulteriormente».
 E il momento più emozionante?
«Il passaggio sulle strade mantovane con il pubblico che mi applaudiva. Sarebbe stato straordinario se poi a Verona fossi riuscito a vincere. Ci è mancato poco».
Grazie alle tue imprese il pubblico ha imparato a riconoscerti più facilmente…
«Probabilmente sì, l’affetto della gente fa tanto piacere. E’ stato bello rivederla numerosa a bordo strada. Ma quando sono in gara penso esclusivamente al lavoro per la squadra. Bisogna pedalare a testa bassa».
 Il ct Cassani ha speso belle parole nei tuoi confronti…
«Vestire la maglia della nazionale è sempre un orgoglio, quindi se e quando il ct mi convocherà, mi farò trovare pronto».
 E’ cambiato il tuo status all’interno della squadra?
«Sento grande fiducia da parte dei compagni e dello staff tecnico, insieme abbiamo valutato in termini positivi quanto fatto, anche a livello personale».
Nel tuo giro dell’Italia hai visto qualche posto nuovo dove ti piacerebbe tornare in vacanza?
«In Italia ci sono così tante perle che è difficile sceglierne una. Comunque, rimango sempre affascinato dai paesaggi delle Dolomiti e località come, ad esempio, Canazei».
Finalmente a casa: che piatto ti ha cucinato mamma appena tornato?
«Francamente non ho un piatto preferito in particolare, per fortuna non sono di gusti difficili».
Quali sono i programmi per le prossime corse?
«Intanto mi prendo qualche giorno per recuperare le energie. Poi farò i Campionati Italiani in programma a Imola dal 18 al 20 giugno, sia la prova a cronometro che quella in linea. Successivamente andrò in ritiro in altura con la squadra».
In definitiva, che Affini esce da questo Giro?
«Un corridore soddisfatto e certamente più forte e maturo atleticamente. E’ stata un’esperienza positiva, impreziosita da piazzamenti importanti».