MANTOVA Giocare senza paura. Lo chiede Davide Possanzini al suo Mantova, che domani a Frosinone (ore 15) si gioca punti pesantissimi in chiave salvezza. Il momento è a dir poco delicato: la sconfitta col Bari ha fatto scendere i biancorossi in zona play out per la prima volta in stagione. I ciociari stanno peggio: penultimi in classifica, decimati da tante assenze e col terzo allenatore di una stagione nata malissimo e mai raddrizzata.
«La paura c’è – ammette Possanzini – . È inevitabile. Ma dobbiamo allontanarla, giocando con la mente libera e mettendo in pratica quel che facciamo ogni giorno in allenamento. Se qualche giocatore può dare qualcosa in più deve farlo. Abbiamo bisogno di tutti: di chi gioca e di chi gioca meno». Un messaggio sibillino, quest’ultimo, subito ridimensionato dal tecnico biancorosso con un attestato di stima verso i giocatori: «Io mi fido di questo gruppo».
Possanzini ammette che il ko col Bari è stato duro da digerire: «Quando si perde in quella maniera, per un episodio, fa male. Ho rivisto la partita, è stata equilibrata. È stato decisivo un nostro errore ed è su quello che dobbiamo lavorare. Qualcuno ha tirato in ballo la costruzione dal basso, ma stavolta non c’entra nulla: Wieser aveva a disposizione diverse linee di passaggio e ha sbagliato la scelta. È capitato, dobbiamo fare in modo che non capiti più. Così come dobbiamo cercare di migliorare in tanti altri frangenti: per esempio, attaccare di più e meglio la porta quando il pallone arriva in area».
Nelle ultime due gare il Mantova ha cambiato modulo, passando al 3-4-1-2: è la via da seguire per le restanti 11 partite? «In realtà non è cambiato niente – dice Possanzini – , nel senso che i principi quando abbiamo la palla restano quelli. Forse, aggiungendo un difensore in più e togliendo una punta, abbiamo raggiunto maggior equilibrio. Possiamo andare avanti così. In ogni caso, insisto nel dire che il nostro problema non è tattico, perchè la squadra si è sempre espressa bene. Quel che a volte ci tradisce è l’attenzione nei dettagli».
Il Mantova ha vinto soltanto 6 partite sulle 27 disputate. «È così – afferma l’allenatore – , ma a lasciarmi l’amaro in bocca sono soprattutto le gare che non abbiamo vinto pur avendone la possibilità. Penso a Brescia, Sampdoria, Catanzaro, Palermo. In tutti questi casi sarebbe bastato un pizzico di attenzione in più e la nostra classifica sarebbe migliore».
Viene anche il momento di parlare del Frosinone. «Nemmeno loro stanno attraversando un momento felicissimo – osserva Possanzini – . Con il nuovo allenatore hanno cambiato anche modo di giocare. Conosco bene Paolo Bianco (i due erano nello staff tecnico di Sassuolo e Shakthar con De Zerbi, ndr): è un ragazzo preparato, che sa motivare bene la squadra. Noi dovremo essere bravi ad adattarci. Senza ansia, liberi di testa. Vogliamo vincere, o perlomeno ci proveremo». Il fattore ambientale potrebbe avere un’incidenza, ma Possanzini rilancia: «Preferisco giocare questo tipo di partite rispetto a quelle con poco pubblico. Sono più facili da preparare a livello nervoso».
Appuntamento a domani allora, per provare a ripetere la prestazione dell’andata, quando il Mantova prevalse 3-1. Correva il 21 dicembre ed è stata l’ultima vittoria al Martelli dei biancorossi. In attesa di ritornare alle vecchie abitudini, Burrai e compagni sono chiamati a puntare al colpaccio allo Stirpe.








































