SAN GIORGIO BIGARELLO Le Battery Energy Storage System) sono impianti in cui le batterie sono usate per immagazzinare l’elettricità prodotta dagli impianti di generazione e renderla disponibile nei momenti di necessità. Questa la definizione dei Bess che da qualche tempo sono oggetto di discussione a San Giorgio Bigarello e non solo, vedasi Ostiglia, all’interno del consiglio comunale. Questa volta è il sindaco di San Giorgio Bigarello Davide Dal Bosco che si esprime andando a rispondere alle dichiarazioni di esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, che a loro volta avevano criticato la presa di posizione da parte del Comune rispetto all’installazione dei Bess sul territorio, «Trovo singolare che forze politiche storicamente poco inclini alle politiche ambientali si ergano oggi a difensori delle energie rinnovabili, quando è ben noto il loro posizionamento su questi temi a livello internazionale. Le critiche secondo cui la nostra amministrazione sarebbe contraria all’installazione di questi impianti non colgono la complessità della questione – dichiara il Sindaco di San Giorgio Bigarello Davide Dal Bosco-. Il progetto in discussione prevede un impianto di notevoli dimensioni 10.000 metri quadrati con 360 container da situare a Gazzo, il ché richiede una scrupolosa valutazione dell’impatto sul territorio, domando pertanto a chi mi accusa, quanti autocarri dovranno passare sulle nostre stradine di campagna per sistemare centinaia di container?” Vorrei chiarire che la nostra amministrazione sostiene pienamente la transizione energetica e le tecnologie rinnovabili. Stiamo infatti sviluppando un programma organico per migliorare la vivibilità e la sostenibilità del nostro territorio. Ciò che contestiamo è la procedura centralizzata che, partendo direttamente dal Ministero, bypassa uno dei pochi ambiti che la Costituzione assegna espressamente ai Comuni: la pianificazione e il governo del territorio. Il nostro primo parere formalmente negativo sul progetto a Gazzo è accompagnato da proposte concrete: abbiamo infatti suggerito localizzazioni alternative nel nostro Comune, magari già destinate alla logistica e quindi meno impattanti sul paesaggio. La nostra posizione mira anche a salvaguardare il comparto agricolo, che nella zona di Gazzo rappresenta un’attività strategica da preservare».









































