Home Cronaca Mazzette sulle forniture, ex manager Barilla sotto accusa

Mazzette sulle forniture, ex manager Barilla sotto accusa

MANTOVA  – Con nuove escussioni testimoniali è proseguito ieri il processo con rito collegiale istruito a carico di un 69enne di Parma, unitamente ad altri 15 imputati, per l’ipotesi principale di corruzione tra privati. Segnatamente, stando al quadro inquirente, l’uomo, sfruttando il proprio duplice ruolo di dirigente di una multinazionale del settore alimentare da una parte – nel caso di specie Barilla Spa – e dall’altro di amministratore di fatto di una società di agenzia, avrebbe messo in piedi nel corso degli anni un business da circa 5,6 milioni di euro. A far saltare il banco però, spifferando tutto alla stessa azienda, sarebbe stato un suo ex collega deluso per essere stato estromesso dal maxi giro d’affari parallelo. A finire sotto accusa pure la moglie a cui il 69enne aveva intestato la società di mediazione con sede legale a Castel Goffredo, creata appositamente, oltre agli amministratori o legali rappresenti delle varie aziende agroalimentari – di cui un paio mantovane – per essersi prestate presuntivamente alla presunta truffa. In sostanza, il manager, funzionario commerciale di Barilla Spa, tra il 2014 e il 2020 avrebbe acquistato in nome e per conto della stessa prodotti alimentari da altre aziende, che in cambio della scelta per loro molto vantaggiosa avrebbero pagato sostanziose mazzette, girate poi sui conti della società di Castel Goffredo. Nelle fatture, sarebbero figurati sconti oppure sovrapprezzi, a seconda delle diverse necessità. Alla scoperta del paventato inganno, la multinazionale ducale – costituitasi parte civile per danni patrimoniali e d’immagine – aveva quindi fatto scattare le relative diffide in capo a tutti i fornitori mancando però, stando a quanto sostenuto dalle difese, di preventiva vigilanza.
La procura di via Poma, dopo aver stralciato preventivamente alcune posizioni, si era dunque pronunciata per il rinvio a giudizio a carico della quasi totalità degli indagati, eccezion fatta per taluni con responsabilità ritenute del tutto marginali all’affare. Questo però, solo per le contestazioni non ancora cadute in prescrizione, vale a dire quelle perpetrate dopo il 2017. Tra i vari testimoni auditi ieri anche alcuni dipendenti delle diverse società fornitrici coinvolte nell’affaire e per questo chiamati a ricostruire in aula le modalità contrattuali e di mediazione commerciale stipulate al tempo con l’agenzia del 69enne a cui venivano corrisposte provvigioni comprese tra il 2 e il 3% per le commesse afferenti gli acquisti di Barilla e secondo un meccanismo, però, inconsueto nonché mai utilizzato dagli altri mediatori. Prossima udienza il 6 maggio.