CAVRIANA Continuano gli attriti tra opposizione e amministrazione in merito alle nuove scuole medie di Cavriana.
Il consigliere di minoranza Corrado Cattani ha fatto il punto sulla questione. «Nel 2019 comincia la costruzione del polo scolastico sotto l’amministrazione Cauzzi, ma a causa del Covid i lavori rallentano. La scuola viene terminata nel 2023 e l’amministrazione Guardini apre nel 2024 il contenzioso con l’impresa edile. A fine anno il tribunale sentenzia che il Comune deve pagare». «Inizia un’autentica odissea – prosegue il consigliere – A maggio 2025 viene bloccato il conto corrente del Comune e pignorati immobili per 800mila euro tra spese edilizie, legali e interessi. Nel frattempo l’opposizione ha presentato diverse interpellanze senza ricevere risposte. Il nostro non è un attacco al sindaco, ma vogliamo capire cosa si intenda fare per aprire finalmente la nuova scuola».
A dare man forte al consigliere anche l’architetto Natascia Berteni, in rappresentanza del gruppo di cittadini che a luglio avevano protestato per far spostare i ragazzi delle medie nella primaria, viste le criticità del vecchio plesso e i ritardi nell’apertura del nuovo. «A gennaio la ditta costruttrice ha reso noto che un cavo che portava l’energia elettrica all’intera struttura era tagliato – osserva la Berteni – A febbraio il contratto con la ditta è stato risolto, per cui ora è tutto in capo all’amministrazione».
Pronta la risposta del sindaco di Cavriana Matteo Guardini: «Chi non sa parla – afferma – Prima di tutto, Cattani ha omesso che sono stato io come vicesindaco di Cauzzi a candidare il polo scolastico a due bandi e a portare i soldi per realizzarlo. I lavori non sono iniziati prima di agosto 2021, non nel 2019. Se poi fossero davvero finiti nel 2023, allora quando sono stato eletto a giugno 2024 non avrei trovato una scuola non accatastata, senza cabina elettrica funzionante e collegata. In campagna elettorale promettevano di far entrare i ragazzi in un edificio che i Vvff non avevano autorizzato. L’hanno fatto solo ad agosto 2025, su nostra richiesta».
«Per quanto riguarda la possibilità del Comune di entrare nel plesso, i documenti evidenziano che l’impresa ci aveva diffidato dall’accesso. Altro che tutto in capo all’amministrazione – continua Guardini – L’impresa ha sì risolto il contratto, forse perché altrimenti era obbligata alla manutenzione dello stabile, ma ad oggi noi non abbiamo ancora visto le chiavi». «Quando le avremo, potremo capiremo cosa fare, a partire dal cavo tagliato e lasciato così dall’impresa, visto che il Comune, come detto, non aveva l’accesso – conclude il sindaco – Deve però essere chiaro che il primo a volere mettere i bambini in sicurezza nel nuovo plesso sia il sottoscritto, come prova il fatto che io l’abbia voluto e trovato i fondi per realizzarlo. Non a caso con mezzo milione di euro del Pnrr ho costruito la mensa a fianco del plesso che hanno fatto costruire».









































