BRESCIA Ergastolo per l’omicidio di Yana Malaiko. I giudici della corte d’Appello di Brescia hanno ribaltato la sentenza di primo grado e condannato Dumitru Stratan al carcere a vita, riconoscendo l’aggravante della premeditazione che invece non era stata accolta nel processo di primo grado.
Qualcuno non è riuscito a trattenere un grido di gioia al momento della lettura della sentenza, altri sono scoppiati in lacrime. Oleksander Malaiko, padre di Yana, si è tagliato quella barba che si era fatto crescere in segno di lutto dal giorno della scomparsa della figlia. 
“Oggi 22 aprile 2026, dopo tre anni e tre mesi di dolore, di attesa e di battaglia giudiziaria, per Yana Malaiko è arrivata una sentenza che segna un momento di profonda giustizia, non solo per la sua memoria e per il dolore dei suoi genitori, ma per tutte le donne vittime di violenza – scrive l’avvocato Angelo Lino Murtas, difensore dei genitori di Yana
-. Yana era una giovane donna, una vita spezzata brutalmente dalla ferocia del suo ex compagno, Dumitru Stratan, che dopo averla uccisa ne occultò il corpo in una valigia, abbandonandolo in una discarica come si farebbe con un rifiuto, nel gesto più crudele e disumano che si possa immaginare. Un atto di violenza estrema, che non ha soltanto tolto la vita a una ragazza innocente, ma ha tentato di cancellarne perfino la dignità umana. In primo grado, per quell’orrore era stata inflitta una condanna a vent’anni di reclusione: una pena che appariva insufficiente rispetto alla gravità inaudita del delitto e alla sofferenza devastante inflitta ai familiari della vittima. Ma oggi la Corte d’Assise d’Appello di Brescia, riformando quella sentenza, ha finalmente riconosciuto l’aggravante della premeditazione, condannando l’imputato all’ergastolo”.
“Desidero esprimere la mia più sincera e profonda riconoscenza – recita il messaggio inviato dalla mamma di Yana poco dopo avere appreso l’esito del processo d’Appello -. Vi sono immensamente grata per l’attenzione, la responsabilità e l’impegno che avete dimostrato durante tutto questo difficile percorso segnato dalla perdita di mia figlia. Nonostante la distanza, ho percepito la vostra presenza, la vostra serietà e la vostra umanità. Il vostro operato e la vostra determinazione hanno rappresentato per me un sostegno di grande valore. Grazie al vostro lavoro, la verità è emersa e la giustizia ha fatto il suo corso. Questo non cancella il dolore, ma dona un senso di equilibrio e di pace interiore. Conserverò sempre una profonda gratitudine nei vostri confronti.
Vi auguro salute, energia e serenità nel vostro cammino. Che tutto il bene che avete fatto vi ritorni. Con stima e riconoscenza dal profondo del cuore, Tetiana”.







































