Un’Arca Teatro galleggiante a Porto Catena per concludere MantovArchitettura 2026, la rassegna del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano dedicata quest’anno al rapporto tra architettura e cambiamento climatico. Un progetto nato dal lavoro di circa trenta studenti che, nelle ultime settimane, hanno partecipato a un workshop di autocostruzione. «Il clima che cambia sta cambiando anche l’architettura – ha spiegato il prorettore Davide Del Curto –. La responsabilità di rimediare è sulle nostre spalle: nel settore delle costruzioni significa progettare meglio, costruire meglio e prendersi cura degli edifici prima, durante e dopo la loro vita». L’opera, ha aggiunto, è «un po’ un’arca che vuole salvare l’architettura dal cambiamento climatico e un po’ un teatro che vuole raccontare una storia». Dopo la navigazione sul lago sarà smontata e ricostruita nel campus di via Scarsellini, dove diventerà la nuova falegnameria del Polo: «Un piccolo esercizio di circolarità e di impegno per non sprecare nulla». Il sindaco Andrea Murari ha sottolineato il valore della presenza del Politecnico per Mantova: «Ci aiuta a fare pianificazione e a costruire un dibattito pubblico approfondito, intelligente e informato». Per la Provincia il consigliere delegato Enrico Lungarotti ha ricordato il ruolo di Porto Catena, annunciando nuove prospettive legate alla navigazione turistica dal 2027. La struttura è stata realizzata valorizzando il pioppo, materiale locale a filiera corta, grazie alla collaborazione con aziende e partner del territorio. Un progetto che, nelle parole di Del Curto, è stato «una bella occasione per fare insieme, costruire insieme e ragionare insieme». Antonia Bersellini Baroni



























