Il messaggio del vescovo Marco Busca

Il palazzo vescovile

MANTOVA Il messaggio del vescovo Busca. Cari fratelli e sorelle, siamo alle soglie della Quaresima, tempo di penitenza e di rinnovamento. Sappiamo come spesso le “penitenze” più efficaci non sono decise da noi, ma sopraggiungono dall’esterno e per volontà di altri. Le circostanze ci “impongono” dei comportamenti virtuosi che dobbiamo accogliere con saggezza accettando anche quella parte costosa di “sacrificio” che si rende necessaria e utile.

Ci troviamo ad affrontare l’emergenza del Coronavirus, un’esperienza nuova per le nostre società, che ci chiede di adottare comportamenti virtuosi. Alcune cose sono da fare, altre da non fare perché non sarebbero cose buone.

È buona cosa preoccuparsi di coloro che sono affetti dal virus e pregare per loro, per quanti si stanno prodigando per assisterli e per coloro che con competenza e dedizione si stanno impegnando ad arginare le possibilità di contagio. Non è cosa buona perdere la ragionevolezza, che invece ci aiuta a ricondurre i problemi dentro le giuste proporzioni e a non farci prendere da paure esagerate ed isteriche. A questo scopo, esperti e giornalisti ci aiutano con un’informazione corretta e onesta. È evidente, infine, come non sia cosa buona approfittare della paura collettiva per aumentare i prezzi dei beni di consumo e nemmeno “correre ai ripari” alimentando forme di egoismo.

Le crisi si possono trasformare in opportunità per rinsaldare i legami sociali, per sentirci parte di un’umanità ormai globalizzata sia nel subire il male sia nel reagire alle crisi facendo convergere gli sforzi e le risorse migliori.

Questa emergenza ci chiede di accettare alcune limitazioni ai nostri comportamenti usuali nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità civili che siamo chiamati ad accogliere con spirito collaborativo.

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