Fd’I su alloggi Aler: il Comune ha verificato le richieste degli stranieri?

Ci sono 700 domande per 50 alloggi popolari

MANTOVA Ci sono 700 domande per 50 alloggi popolari e nonostante questo il Comune di Mantova taglia gli appartamenti destinati all’housing sociale. «Con queste fosche premesse ci auguriamo almeno che il Comune proceda con la richiesta di tutta la documentazioni agli stranieri, che possono ricevere una casa solo se dimostrano di non avere proprietà nei paesi d’origine», dichiara Barbara Mazzali, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che domenica ha fatto un sopralluogo a Lunetta, nel quartiere delle case Aler, insieme con Paola Bulbarelli, ex assessore alla casa nella giunta Maroni, e Catia Badalucco, consigliere comunale a Mantova per Fdi.
Il Tar della Lombardia ha nei giorni scorsi respinto il ricorso di una donna ecuadoriana contro il Comune di Sesto San Giovanni, dichiarando che esentare la ricorrente dall’obbligo di legge di presentare una parte di certificazione avrebbe sfavorito i cittadini, italiani e stranieri, in grado invece di produrla.
«La sentenza è chiara, quindi mi auguro che il Comune proceda a eliminare dalle liste di assegnazione gli stranieri che non han prodotto la documentazione necessaria o che possiedono appartamenti nei loro paesi. All’epoca del mio mandato di assessore ho portato a Mantova fondi importanti per riqualificare Lunetta, e mi sarebbe piaciuto vederlo in condizioni migliori» conferma Paola Bulbarelli.
«Durante il nostro sopralluogo, gli inquilini ci hanno riportato moltissimi problemi: morosità, occupazioni abusive, inquilini che rientrano nei loro paesi d’origine con appartamenti che rimangono ugualmente occupati, montagne di spazzature, macchine lasciate in sosta utilizzate come bidoni delle spazzature, sottopassi utilizzati come aree di sosta privati», spiega Catia Badalucco.
«Ci impegneremo a organizzare un incontro coi vertici in Aler e Regione per esporre la situazione», conclude quindi Barbara Mazzali.