Delitto Yana: l’ex fidanzato davanti al gup il 21 novembre

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Dumitru Stratan e Yana Malayko

Castiglione d/Stiviere È stata fissata per il prossimo 21 novembre l’udienza preliminare che vede imputato Dumitru Stratan per l’omicidio della ex fidanzata Yana Malayko. In quella sede il gup Chiara Comunale sarà chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pm Lucia Lombardo. Una decisione che appare più che scontata viste le circostanze emerse nel corso delle indagini preliminari, così come la costituzione dei famigliari della giovane come parte civile al processo, assistiti dall’avvocato Angelo Lino Murtas. Dumitru Stratan, 33enne moldavo, è accusato di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. La notte tra il 19 e 20 gennaio scorso avrebbe ucciso Yana Malayko, 23enne ucraina, nell’appartamento in cui la ragazza abitava, a Castiglione delle Stiviere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 33enne avrebbe teso un vero e proprio agguato alla ragazza. Il moldavo si sarebbe introdotto nell’appartamento dove aveva appuntamento con la ex e avrebbe disattivato una telecamera di sicurezza interna, quindi avrebbe ucciso la giovane, e dopo avere chiuso il cadavere in un trolley, lo avrebbe caricato su un’auto per nasconderlo sotto una catasta di legna nelle campagne tra Castiglione e Lonato. Dumitru Stratan, che dopo l’arresto si era avvalso della facoltà di non rispondere, aveva infine deciso dopo quasi due mesi di farsi interrogare dal magistrato che ha coordinato le indagini. In quel frangente aveva confessato di avere ucciso la ex fidanzata, ma di averlo fatto non intenzionalmente. La tragedia si sarebbe consumata al culmine di un litigio all’interno dell’appartamento, quando il 33enne moldavo avrebbe colpito la ragazza con un pugno allo sterno che, secondo lui avrebbe causato il decesso della 23enne. Un particolare, questo attorno al quale daranno sicuramente battaglia i difensore dell’imputato, avvocati Andrea Pongiluppi e Domenico Grande Aracri. Allo stato attuale il loro cliente rischia una condanna all’ergastolo, e riuscire a convincere il giudice a dcerubricare il reato in omicidio preterintenzionale o perlomeno far cadere l’aggravante della premeditazione aprirebbe altri scenari processuali.

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