Medole, morì a 13 anni, processo al via Alla sbarra ci sono cinque medici

MANTOVA  Dopo quattro anni di attesa, prende il via il processo che vede imputati cinque medici per la morte del giovanissimo  Alessandro Barbieri, che venne a mancare nel pomeriggio del 30 settembre 2015 a seguito di un fatale malore che lo colpì mentre era nel cortile di casa propria, al civico 99 di via San Martino.
Per tutti e cinque i medici l’accusa è di omicidio colposo. I cinque imputati lavorano o hanno lavorato, all’epoca dei fatti, all’ospedale di Desenzano, dove il 13enne era stato ricoverato alcuni giorni prima del decesso dopo un lieve malore che lo aveva colto mentre si trovava a scuola, all’Iti di Lonato. I cinque medici che si apprestano ad affrontare il processo in sede penale sono Maria Andaloro, medico pediatra; Olivia Elesbani, medico penumologo; Enrico Moriconi, otorinolaringoiatra; Alessandra Bottari, medico radiologo; Luisa Scalora, pure lei pediatra.
Dopo una serie di rinvii, richieste di archiviazione e via dicendo, il processo penale è dunque prossimo a prendere il via di fronte al giudice  Marco Vommaro della seconda sezione penale. Tre le udienze fissate: il 20 settembre, l’11 ottobre e 8 novembre prossimi. Nel corso delle prime due udienze verranno sentiti vari testi, tra i quali  Roberto Barbieri, padre del ragazzino, il medico del 118 che intervenne nel momento della tragedia, un vicino di casa che per primo arrivò sul luogo dove si verificò il drammatico fatto, il direttore scolastico dell’Iti che assistette al primo episodio, che colse Alessandro qualche giorno prima della tragedia mentre stava affrontando i primi giorni di scuola nella prima classe dell’Iti della vicina Lonato.
La speranza della famiglia, dopo quattro di attesa, è che ora, finalmente, la vicenda si stia indirizzando verso la conclusione e che venga fatta chiarezza sull’accaduto.

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