Pegognaga, il crocifisso torna nell’ufficio del sindaco

PEGOGNAGA Ritorna a Pegognaga il crocefisso nell’ufficio del sindaco.
Lo ha preannunciato sullla propria pagina Facebook il neoeletto sindaco  Matteo Zilocchi .
«Non si tratta di una presa di posizione polemica a sfondo politico – tiene a precisare il giovane sindaco – perché, posso ben capire che, quando l’altr’anno il municipio é stato ristrutturato per la riorganizzazione dei vari comparti, siano stati momentaneamente rimossi mobilio, quadri e crocifissi esposti, onde rintonacare le pareti dei vari locali. Sennonché terminati i lavori, dopo aver risistemato il mobilio, qualcuno ha dimenticato di esporre anche i crocifissi. Poiché nel mio ufficio mi ritrovo un’icona indù e un quadro tibetano, io che sono cattolico, non vedo perché non debba ritrovare esposto anche il crocefisso. Almeno nel mio ufficio. Per il resto sarà presa una decisione laica».
Matteo Zilocchi non sa che quando vent’anni fa concludeva il ciclo della scuola primaria, a Pegognaga scoppiò la polemica via-il-crecefisso-dagli-edifici-pubblici. Proposta partita dall’assessorato alla pubblica istruzione dell’epoca.
Durante la quale agli edifici pubblici cominciavano ad accedere extracomunitari professanti altre confessioni religiose, così come la scuola primaria registrava la frequenza di scolari non cristiani. L’intento quindi dell’assessorato era quello di non colpire la sensibilità di chi professava altro culto, non considerando che così facendo feriva invece la sensibilità degli autoctoni cattolici. Sta di fatto che il crocefisso fu rimosso dai soli locali del municipio. Continuò invece a rimanere esposto nelle scuole. Oggi la sempre più numerosa frequenza di giovanissimi e giovani extracomunitari che si registra negli stessi ambienti parrocchiali pegognaghesi e persino nei Grest, duranti i quali vengono osservati momenti di preghiera comune, dimostra che il calcolo fatto dall’assessore di cinque legislature fa, sia pure in buona fede, fu errato.