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Automobilismo – Dal podio di Barcellona a Le Castellet: Matteo Cressoni cerca conferme in Francia

LE CASTELLET (Fra) Ci sono fasi della stagione in cui non basta più sorprendere: serve confermarsi. È in quel passaggio che si misura il reale valore di un progetto. Per Matteo Cressoni questo snodo coincide con la trasferta a Le Castellet, nel sud della Francia, sul tracciato del Circuit Paul Ricard, sede del secondo round della Michelin Le Mans Cup 2026. Archiviato l’esordio di Barcellona, concluso con un ottimo secondo posto, il pilota mantovano è pronto a tornare in abitacolo sulla Porsche 992 GT3 R del team Dinamic GT, condivisa con il canadese Reinhold Krahn. Un avvio che ha subito evidenziato il potenziale dell’equipaggio, capace di inserirsi tra i protagonisti fin dal primo appuntamento.
Il fine settimana francese ricalca il programma classico della serie: tra giovedì e venerdì spazio alle prove libere, decisive per affinare l’assetto su un tracciato completo e impegnativo. Sabato mattina sarà la volta delle qualifiche, con Krahn incaricato di cercare la miglior posizione in griglia, mentre nel pomeriggio si disputerà la gara sulla distanza delle due ore, visibile in streaming. A rendere più complesso il quadro c’è l’aggiornamento del Balance of Performance successivo a Barcellona, che non favorisce la vettura del team Dinamic GT, chiamata a gestire una riduzione della potenza. Un aspetto che obbligherà squadra e piloti a curare ogni dettaglio, soprattutto sul piano strategico. Ed è proprio su questi particolari che si costruiscono i risultati nell’endurance.
«Arriviamo al Paul Ricard dopo un debutto molto positivo a Barcellona – dichiara lo stesso Cressoni – il secondo posto ci ha dato fiducia, ma sappiamo che questa gara sarà diversa. Il BoP non è dalla nostra parte, quindi dovremo essere perfetti sotto tutti gli aspetti: strategia, passo gara e gestione. Il team sta lavorando molto bene e sono fiducioso che potremo giocarci le nostre carte». Parole che riflettono consapevolezza e concretezza, senza proclami ma con idee ben definite. Perché nelle gare endurance ogni dettaglio può fare la differenza. E in Francia è già tempo di dare continuità.