CASTEL GOFFREDO Per Filippo Strada, quella con la Soncinese non è stata una partita qualunque. Non tanto per la posta in palio, visto che la Castellana era già salva e non ambiva ad altri traguardi. A renderla speciale è il fatto che fosse l’ultima di una carriera iniziata con i migliori auspici nelle giovanili del Brescia e costellata di momenti di gloria, ma anche di dolorosi infortuni. L’attaccante non ha trovato il guizzo decisivo per congedarsi con un gol nel match vinto 2-0 dai cremonesi. «Questa e la sconfitta con la Pavonese nel turno precedente, dopo che eravamo avanti di due gol, sono l’emblema della nostra stagione – osserva il classe 1997 -. Spesso giochiamo meglio degli avversari, ma poi ci perdiamo e finiamo per buttare via le partite. Certo, è stata un’annata parecchio complicata date le numerose assenze, che hanno condizionato il nostro cammino. La squadra aveva le potenzialità per lottare per ben altri obiettivi». Sono infatti 16 le sconfitte in campionato dei biancazzurri. «Numeri davvero difficili da spiegare. Sicuramente il livello del torneo si è alzato – prosegue Filippo – anche a giudicare dalla quota salvezza e dalle squadre che sono finite ai play out. Era la prima volta che giocavo in Eccellenza e ho trovato un girone tosto e senza favorite assolute. Con una rosa corta come la nostra, infortuni e squalifiche ci hanno penalizzato tanto. Abbiamo comunque commesso molti errori e ci prendiamo le nostre responsabilità». L’annata dell’attaccante si chiude con 3 reti e tante giocate utili per i compagni: «Era per me una stagione di ripresa dopo essere stato fermo un anno. Ho deciso di unirmi alla Caste perchè ero rimasto impressionato dal gioco espresso. Quando sono arrivato, la squadra era ancora nelle prime posizioni. Peccato non aver mantenuto il ritmo – ammette -. Purtroppo ho giocato a singhiozzo, complici i numerosi guai fisici. Speravo di poter dare di più con la mia esperienza e personalità». Filippo ha comunque lasciato il segno: «A fine partita i compagni sono venuti ad abbracciarmi, sapendo che era la mia ultima. Credo di aver lasciato un buon ricordo aiutando a portare la barca in porto. Ora per me è il momento di dire basta, il fisico ha risentito troppo negli ultimi anni. Mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio, anche se non so ancora in che vesti. Mi voglio prendere un po’ di tempo per capire cosa fare». Prima però la Caste dovrà difendere la Coppa Mantova conquistata l’anno scorso: domani sera c’è la semifinale col Porto. «Siamo arrivati in fondo e vogliamo vincere. C’è poi la possibilità di un derby col Castiglione in finale, un duello davvero motivante. Sarebbe bello alzare questo ultimo trofeo, per me ma anche per la società e i compagni: darebbe un altro senso a questa stagione sfortunata».




























