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Calcio a 5 Serie A – Saviatesta spalle al muro: deve vincere a Viterbo

Mantova Il Saviatesta si è giocato tutti i jolly a disposizione e adesso è davvero spalle al muro. Oggi alle 15 affronta a Viterbo l’Active Network in un match da dentro o fuori: in caso di sconfitta, la retrocessione è matematica. Ma anche il pari serve a poco. «Per entrambe è un’ultima spiaggia – afferma mister Pino Milella – noi abbiamo un unico risultato per rimanere in vita. L’Active è in forma, per questo mi aspetto un match estremamente difficile, dobbiamo dare tutto».
Il Saviatesta è reduce dalla sconfitta di misura con l’L84 Torino, sesta consecutiva, ed è scivolato al penultimo posto, a -8 dai play out, quando mancano solo tre giornate al termine della stagione e nove punti ancora a disposizione: «Abbiamo giocato per quelle che sono le nostre possibilità. Alla squadra non posso rimproverare niente. Abbiamo disputato una partita di alto livello, contro una squadra fortissima e prima in classifica, che siamo riusciti a mettere in difficoltà. Ma la morale di questa stagione è sempre la stessa: da grandi prestazioni contro le big, non sono arrivati risultati importanti. Negli scontri diretti, invece, queste prestazioni sono mancate». Il calendario ora non dà tregua. «Stato d’animo e forza della squadra sono sempre le stesse – dice Milella – sappiamo che in ogni gara ci giochiamo tutto e non possiamo più sbagliare niente. Alla squadra ho chiesto di dare tutto quello che ha, di giocare a testa alta e al meglio delle proprie possibilità». Guardandosi indietro, mister Milella ha un paio di rimpianti: «Il rammarico c’è – ammette – soprattutto per certi scontri diretti giocati al PalaSguaitzer. In primis quello con il Pomezia, gara decisiva per la svolta negativa della stagione. Dovevamo vincere per non perdere terreno dalle rivali e poterci giocare tutto in queste ultime gare. Ma anche in trasferta, come all’andata a Cosenza e al ritorno ad Avellino: non abbiamo avuto la capacità di sfruttare il nostro momento positivo. Ci sono mancate grinta e cattiveria». E adesso, per la salvezza, serve un miracolo.